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7 September 2006

Ma le relazioni pubbliche fanno vendere?

Il dilemma, come dicono quelli bravi, è annoso. Lo scorso mese ho parlato di cosa NON sono le Relazioni Pubbliche e come evitare di cadere nella banalizzazione della professione che invece, nell’ultimo periodo, grazie alla massiccia diffusione della comunicazione sul web, sta diventando uno degli aspetti focali da gestire per un’azienda (almeno per quelle che sono online). Ogni comunicazione aziendale che naviga su internet ha bisogno di essere monitorata da "qualcuno" che sa come fare e quando intervenire per deviare possibili "misunderstanding" dell’informazione relativa. In principio però lo stesso qualcuno deve sapere, capire e conoscere le modalità comunicative e trasmissive della rete per far si che quel particolare messaggio venga veicolato nel modo corretto e con la minor possibilità di distorzione.

Ogni media ha dei propri codici di codifica e decodifica; una comunicazione che utilizzo per l’off-line non dovrà essere uguale ad una che "diffonderò" online perchè altrimenti compierei un errore; e a nessuno penso piace sbagliare. In ogni modo le Relazioni Pubbliche devono essere concepite come fondamentali per le aziende proprio per questa funzione di "corretta comunicazione aziendale", come lo strumento per trasmettere la più giusta, corretta e veritiera immagine aziendale. E’ sicuramente una delle tante sfaccettature del marketing, ma non è espressamente dedicata alla "vendita di un prodotto"; è si marketing ma non operativo, rientra nel processo di completamento della comunicazione di prodotto ma non è parte diretta del processo di vendita. Completano, in parte aiutano a promuovere, ma non hanno…ROI!

L’idea di questo post mi è venuta ieri leggendo un articolo della Harris Interactive (la news in questione mi è arrivata attraverso una newsletter che ho gettato e sul loro sito non c’è l’articolo… :( ) il quale afferma che, su un campione di 1015 cittadini USA, la maggior parte percepisce le relazioni pubbliche come uno strumento legato indissolubilmente al marketing e utile a "vendere".

Nello specifico:

  • l’83% afferma che "sono soltanto uno strumento delle aziende per vendere i loro prodotti o affermare le loro posizioni su determinate questioni"
  • Il 79% crede che i professionisti "sono solo interessati a diffondere informazioni che aiutano i loro clienti/datori di lavoro a fare soldi’, mentre l’85% ritiene che ’si avvantaggiano dei rapporti che hanno con i giornalisti per diffondere informazioni non vere ma favorevoli ai loro clienti"
  • Il 56% condivide che "aiutano i clienti a diffondere informazioni chiare ed equilibrate al pubblico"
  • il 71% ritiene anche che "aiutano a sollevare attenzione su questioni di cui il pubblico potrebbe essere all’oscuro’ e che ‘aiutano i media a dedicare spazio a questioni che altrimenti non sarebbero conosciute"

Mi sembra evidente che agli occhi del pubblico (in questo caso specifico per quello statunitense) le relazioni pubbliche rimangono un argomento ancora fumoso e non propriamente chiaro. In ogni modo spero che il parlarne fughi i dubbi che ancora attanagliano parte dell’opinione pubblica che ancora non distingue il marketing dalla comunicazione, soprattutto alla luce del ruolo fondamentale che le relazioni pubbliche stanno acquisendo su e per la comunicazione su internet.  

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La comunicazione è arte, Vendere è una Azione o piu Azioni,

La domanda è se le relazione pubbliche ( Comunicazione ) fanno vendere, be la mia risposta è le relazioni pubbliche non fanno vendere, ma fanno vendere alla grande !!!!!!!

Per capire meglio sia la Comunicazione e il Marketing ( cioè la vendita ), bisogna distaccare questi concetti dalle regole di mercato ( quindi dal DENARO ), immaginate per un momento un Azione di Vendita senza Denaro, vi riesce difficile, certo non immaginiamo il nostro mondo senza denaro, perché abbiamo sempre associato l’idea di vendita a denaro, quindi:

VENDERE = DENARO, poi con un pizzico di Comunicazione la formula diventa

VENDERE ( COMUNICAZIONE ) = DENARO,

non c’è niente di piu sbagliato di associare la Comunicazione e le azioni di Vendita al Denaro, sembra assurdo, ma ogni PR che si rispetti, sa inconsciamente cio che dico è vero.

Ritorniamo al discorso di immaginare un Azione di Vendita senza Denaro, quindi anche la Comunicazione.

Partiamo dal fatto che tutti noi Vendiamo, la maggior parte delle nostre azioni quotidiane è fatta di vendite,

Andrea che ha scritto l’articolo, e nel suo blog, effettivamente non vende, perché è un blog e non un sito e-commerce, ma la differenza è sotile, perché Andrea nel suo blog vende, vende in cio che e bravo la Comunicazione.

Come sul sito di Giorgio Tave, dove si riuniscono i web master e non, anche li si vende qualcosa.

Anche il modo di vestirsi quando si va a lavoro o a un colloquio, o a una Festa o a un Appuntamento, non sono stratagemmi di VENDERSI ?

Anche i Preti vendono. Vendono quello in cui credono. DIO.

Visto? Vendiamo tutti qualcosa.

Chi non si affanna per vendere o per far cercare di comprare qualcosa agli altri, che sia un servizio o un idea.

Quindi da cui l’associazione, di Comunicazione alla Vendita, tutti pensano alla Comunicazione sia come una Azione di Vendita, ma non lo è, come ho detto la Comunicazione è Arte, quindi creatività.

Per vendere bisogna essere creativi ( se non lo siete assumete un PR ), perché tutti coloro che vendono fanno uso della Comunicazione, chi non lo fa vende poco e male.

Chi vuole vendere un auto, la pulisce per bene, da renderla piu presentabile.

Chi dispone la frutta in un certo modo, e cosi via.

Per tutti è imperativo vendere dai tempi di Henry Ford, ma oggi non è solo importante vendere, ma come si vende.

Comment by ARKIN — 11 September 2006 @ 22:42

Perché Andrea sostieni che le RP non hanno ROI?

Comment by Carlo Odello — 12 September 2006 @ 22:19

Carlo, ho omesso una parola mentre redigevo il post. Avrei dovuto aggiungere quantificabile. Perchè a mio modo di vedere, mentre il marketing “puro” si basa su numeri certi e quindi misurabili (in special modo il web marketing che riesce a misurare…tutto!) le relazioni pubbliche rientrano in quel grande processo di operazioni di comunicazione non quantificabili numericamente.

Esempio: se per un cliente redigo e diffondo un comunicato stampa posso “misurarne” le uscite o le “apparizioni” ma non saprò mai quanto quel comunicato ha aiutato un prodotto a vendere (a meno che non gli affianco un’azione che supporti la vendita, ma questo è già marketing operativo…)

Ecco cosa intendo per assenza di ROI (quantificabile) delle relazioni pubbliche; posso attraverso una ricerca di clima capire quanto un brand per cui ho fatto “PR” è divenuto “conosciuto” o riconosciuto, ma non saprò mai se queste azioni molto comunicative e poco “markettare” hanno inciso sulla vendita.

Comment by Andrea Signori — 13 September 2006 @ 21:44

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