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4 September 2006

Google e l’informazione: gli hacker ci mettono in guardia

Su Repubblica leggo di un articolo su Google. Uno dei tanti forse che vengono scritti giornalmente. Il cuore della questione è nuovamente il monopolio dell’informazione che de facto è nelle mani del Plex. Alcuni storcono il naso a sentir parlare di monopolio.

Ciò che comunque è interessante dell’articolo pubblicato dal quotidiano online è il fatto che a lanciare il monito siano degli hacker, disincantati esperti di informatica e programmazione, e non dei semplici appassionati che muovono i primi passi nel web, che si sono riuniti all’Hackmeeting di Parma per la presentazione del libro The Dark Side of Google.

Ci sono poi alcuni spunti curiosi che molti probabilmente non conoscono (tali percentuali erano ignote anche a me), rispetto all’indicizzazione delle pagine da parte di Google: "Google non indicizza tutte le pagine. E’ un errore crederlo, e un inganno dirlo. E’ difficile dare un percentuale delle pagine non considerate da Larry, Sergey & Co, ma un’indicazione ragionevole sta tra il 20 e il 30%".

Continua poi l’articolo: "Davvero Google trova quello che noi cerchiamo?" si chiede provocatoriamente la comunità Ippolita. E la risposta, altrettanto provocatoria, è: no. "Google offre la possibilità di trovare fra le prime pagine dei risultati quello che l’utente medio cerca, ma non quello che io sto cercando. Il risultato è tecnologicamente impressionante, ma porta con sé l’idea che quello che cerco sia esattamente quello che Google mi offre. Non è così. Ormai non è più Google che si adegua alle mie esigenze, ma io che mi adeguo a quelle dell’utente medio".

Quest’ultimo punto ho avuto occasione di sollevarlo qualche giorno fa, nel post dedicato a motori di ricerca e web usability, rilevando come purtroppo sia lato amministratore di sito/webmaster sia lato utente/fruitore del search, tutti indistintamente si siano dovuti piegare a delle logiche limitanti e limitate dei motori di ricerca.

Intanto Robert Scoble racconta la sua visita al Googleplex

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Bell’articolo, interessante ed inquietante… non è facile fare concorrenza a Google purtroppo!

Comment by ELMANCO / Stefano Ricci — 4 September 2006 @ 15:57

Sai cosa, forse il problema della concorrenza vale solo per la qualità dei servizi, search inclusa.

Direi piuttosto che come rilevato nell’articolo, è più una questione di ‘libertà d’azione’ che probabilmente verrà limitata, col tempo, dalla presa di coscienza delle persone.

E contro la presa di coscienza, la strategia del silenzio cui spesso ricorre il plex, smetterà di essere efficace.

Comment by Jacopo Gonzales — 4 September 2006 @ 16:23

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