29 August 2006
Performance Based Marketing vs. Fixed Costs
I programmi di affiliazione nascono in origine come mezzi per realizzare advertising online virale e a basso costo. Oggi sembra non essere più così, se mai lo è stato.
Per attivare un programma di affiliazione con un qualsiasi provider, da Zanox a TradeDoubler, da ClickPoint a Commission Junction passando per ClixGalore, bisogna pagare dei costi fissi giustificati dall’attivazione del servizio stesso, dalla sua manutenzione fino ad arrivare ai vari servizi costantemente propinati agli affilianti.
Il concetto del Performance Based Marketing prevede dei pagamenti fatti a revenue share, la formula tradizionale sulla quale si basa il PPA – Pay Per Action. Ogni qual volta riesco a generare una vendita tramite un utente arrivato sul mio sito tramite un link on un adv ospitato su un sito affiliato, corrisponderò a quest ultimo una percentuale sull’ammontare della vendita effettuata.
Tutti i programmi di affiliazione funzionano e lavorano a revenue share, fino a un certo punto però !
La questione fondamentale è che nascendo e pubblicizzandosi appunto come canali Performance Based alla fine, anzi all’inizio di ogni contratto, si rivelano nella loro vera natura di canali di advertising comunque costosi.
Di solito all’affiliante vengono richieste:
- Una fee per l’attivazione del servizio;
- Una fee mensile per il mantenimento del servizio stesso;
- Una percentuale, meglio detta revenue share (questo è Performance Based Marketing) su ogni vendita generata sul sito dell’affiliante per mezzo di un affiliato.
Il primo punto può benissimo non essere giustificato né legittimato da alcuna buona motivazione. Non penso che un provider debba basare il proprio guadagno sul fatto che io possa aderire o meno al suo network di affiliazione: da una parte perchè se è all’inizio della sua attività non avrà sicuramente un network esteso, tale da assicurarmi una buona visibilità, così come un buon numero di nuovi utenti e, quindi, dei buoni tassi di conversione; d’altra parte perchè se è ben sviluppato non penso debba generare profitto dall’adesione di un sito affiliante che non fa altro che accrescere il suo network.
Il secondo punto prevede un pagamento mensile fisso che deve essere corrisposto in qualsiasi caso ed evenienza. Se il mio sito non riesce a vendere più di tanto e non riesce, quindi, a garantire al provider l’ammontare di guadagno percentuale mensile generato dalle mie vendite, sono comunque costretto, per contratto, a rendergli l’ammontare di guadagno mensile pattuito. Ad esempio, se nel contratto è pattuita una fee mensile di €200 e non riesco a coprirla con le revenue share generate dalle mie vendite, dovrò comunque coprire questa cifra e, di conseguenza, perdere soldi inutilmente.
Il terzo punto rappresenta, a mio parere, il giusto mezzo per un corretto, leale ed equo funzionamento nel rapporto tra affiliante e provider. Ogni volta che un utente/consumatore capita su un sito affiliato dove è presente un link al mio sito piuttosto che un banner, io, sito affiliante, pagherò all’affiliato una percentuale sull’ammontare del valore della vendita generata. Questa è revenue share pura.
La realtà dei fatti però è ben diversa !
Esistono provider di programmi di affiliazione che, gentilmente, non richiedono alcuna fee mensile. Ma, dato che al mondo nessuno ti regala nulla, l’inganno c’è sempre.
Invece di pagare un fisso al mese, per contratto, bisogna corrispondere al provider una percentuale sulle vendite legata alla percentuale da corrispondere all’affiliato che ha generato la vendita. In questo modo, più un affiliato lavora bene e, quindi, vende e guadagna, più il provider sfrutta il suo operato.
Inoltre, più aumenta il tasso percentuale sulle vendite che io corrispondo ad ogni singolo affiliato, più aumenta, in maniera direttamente proporzionale, il tasso percentuale da corrispondere al provider.
Considerando quindi i tre attori in scena – i provider degli affiliate program, gli affilianti (il sito che si fa pubblicità) e gli affiliati (i siti che ospitano pubblicità) – io mi domando: chi è che realmente ci guadagna?
Se qualcosina l’ho capita direi proprio che gli unici a guadagnarci sicuramente e in ogni caso sono i vari Zanox, TradeDoubler, CommissionJunction, ClickPoint, ClixGalore e compagnia.
D’altro canto, gli affiliati guadagnano solo se generano un grande ammontare di vendite e danno tanta ed assoluta visibilità agli affilianti più generosi (?) sul loro sito; gli affilianti spendono soldi su soldi in costi di attivazione, canoni mensili e servizi (?) e, allo stesso tempo, non fanno altro che garantire al provider un buon nome da spendere nel suo network d’affiliazione.
..e tu che dici, qual è il tuo provider preferito ?


























@Jacopo
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Se qualcosina l’ho capita direi proprio che gli unici a guadagnarci sicuramente e in ogni caso sono i vari Zanox, TradeDoubler, CommissionJunction, ClickPoint, ClixGalore e compagnia.
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HAI CAPITO PERFETTAMENTE come “funziona” ( MA SOLO per i networks che lo propongono AI DISPERATI/affiliati)
il PPA.
SONO SEMPRE & SOLO gli affiliati/webamsters che SE LO PRENDONO NEL…
usando il PPA.
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..e tu che dici, qual è il tuo provider preferito ?
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IL MIO PROVIDER PREFERITO, sarà quel provider che NON MI SCHIAVIZZERA’
con il PPA.
Ecco: quello sarà IL MIO “PROVIDER”
Max
Comment by Max — 29 August 2006 @ 18:36