« Dating Online su Google
Performance Based Marketing vs. Fixed Costs »

29 August 2006

Pay per action: gli editori come i casinò

Torniamo sul tema pay per action. Sul blog di Mauro da un semplice post sul search marketing si è passati a un confronto ‘molto acceso’ da 18 commenti (mi piacciono molto le considerazioni di tal Max). Si dibatte come spesso accade, sull’efficacia e convenienza del pay per action (PPA).

Non è la prima volta che tocchiamo l’argomento Pago-Solo-Se-Mi-Va-Bene, anzi più volte Federico ed io abbiamo affrontato vantaggi (nessuno lato publisher) e svantaggi (molti) di un tale sistema a performance, o per dirla all’italiana, ‘a successo’. Venendo al perché di questo titolo sul pay per action, gli editori sono come i casinò nel senso che entrambi, de facto, guadagnano sulle perdite; questo basta a farvi capire come il sistema sia difettato, posto che peraltro non esiste online un solo sistema di pay per performance puro (nemmeno i vari TD, CJ o Zanox).

Per chi volesse approfondire, di seguito vi segnalo alcuni post che abbiamo pubblicato sul PPA e che approfondiscono molti aspetti delle dinamiche legate al Cost Per Action (CPA):

Se infine volete dire la vostra, riportando magari un’esperienza diretta, sia come merchant, sia come publisher, siete i benvenuti.

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

Io riporto volentieri il punto di vista del merchant, su cui non mi sono dilungato nel blog di Lupi, anche perche’ bisognava entrare in technicality un po’ fuori tema: per esempio, DART e gli i.p. unici citati da Max, a mio parere in maniera fuorviante in entrambi i casi, e se vorra’ gli spieghero’ perche’, se accetta di qualificarsi.
Visto che purtroppo i numeri governano:
- l’80% della mia produzione commerciale sul Web e’ generato da 7 player
- il restante 20% e’ generato da oltre 40 partner. Media: 0,5% a testa

Cosa significa? Semplicemente che non c’e’ il tempo per occuparsi di editori che, pur graditi, sono necessariamente meno prioritari rispetto agli altri.
L’unico modo per far giungere fatturato a costoro e’ il pay-per-performance. Laddove venga accettato il PPC su un singolo, piccolo editore , il tasso di frode e’ del 90%. Quindi, grande dispendio di tempo per piccoli ritorni.

Ecco perche’ chi alloca budget consistenti sull’online non puo’ permettersi di elevare il rischio: una campagna a CPC o CPM necessita di presidio costante e controlli. Moltiplicarli su centinaia di siti e’ semplicemente impossibile. A questo si aggiunge un’ulteriore criticita’: volendo per forza ragionare da pubblicitario (–> brand response…), devo “pianificare” determinate soglie di copertura per avere misurazioni e visibilita’ decenti. Un editore da 100.000 u.u. al mese, dal punto di vista dell’impatto sul brand, non serve a nulla, se utilizzo strumenti “tabellari” tradizionali. Se utilizzo strumenti diversi, non staro’ facendo pubblicita’ tabellare, quindi non ha senso parlare secondo i canoni che cerchiamo di mutuare dall’above the line.

Non c’e’ quindi alcun teorema a favore di questa o quella formula. Semplicemente ci sono vincoli di business e di obiettivi, in un paesaggio (il mercato dei media) che comunque puo’ cambiare, e in cui non c’e’ un solo attore per volta.

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 13:55

Moltiplicarli su centinaia di siti e’ semplicemente impossibile.

tipo Google Adsense?

Ti spiego un attimo. Storicamente il PPA ha senso solo per testare un nuovo medium (nel nostro caso, internet) o un nuovo soggetto di questo medium (nel caso di internet: un sito, una concessionaria etc). Ora, nel caso di internet si è passati al CPM, poi ora in molti casi al PPC (tranne paesi evoluti - più degli Usa - dove esiste solo il CPM inteso come Cost per Month) e pochi fanno molti soldi con il traffico di molti con il PPA e molti (come te) vorrebbero estendere il PPA (Pay Per Action) in maniera ‘condizionante’.

Ora, nel caso di mercato immaturo (e medium immaturo) il PPA serve normalmente per far dire: ‘guardate che funziona’, per poi passare a una ‘maggiore età’ del mercato quando il rischio imprenditoriale viene redistribuito ‘anche’ sul cliente, o come direbbero alcuni, sul ‘merchant’. Una volta superata una fase di test (che ovviamente non dovrebbe essere successiva a sistemi più evoluti come nel caso di internet) si dovrebbe appunto superare la minorità.

In internet accade il contrario perchè in un periodo di vacche grasse giravano tantissimi soldi e quindi il mercato era ‘artificialmente’ maturo. BTW, se il medium nuovo sta in un mercato immaturo (medium: sito internet, mercato online shopping) allora è sicuro che il PPA fa perdere soldi all’editore. Se invece il mercato è maturo (come nel caso della TV, della stampa dei billboards etc etc), allora nè cliente nè editore si sognerebbero mai di parlare di PPA, che rappresenta uno ’squilibrio’ concettuale delle dinamiche pubblicitarie.

Ricapitolando. Il PPA non rende nei mercati maturi (internet ormai è più che maturo come medium). Il PPA è risibile nei mercati maturi.

Conclusione: o internet (e-commerce in senso largo) non funziona economicamente se non per pochi IP(o)izzati, oppure lo strumento e’ una truffa ai danni di editori che on hanno il potere contrattuale per dir nulla (viso che non sono considerati nemmeno dalle concessionarie, centri media, media agency e tutto il resto della masnada). Cmq ripeto. Dire che non si può controllare un sistema di ppc perchè ‘i webmaster rubano’ fa ridere.

Nel caso del PPC il ‘furto’ è un evento probabile, prevedibile e curabile. Nel caso del PPA il furto sta alla radice del meccanismo (e non parlo solo di cookie, ma se vuoi approfondiamo).

Infine ripeto, quando mi dici che Moltiplicarli su centinaia di siti è semplicemente impossibile. devo supporre che con AdSense siamo già passati al PPA, o al CPM, come avevano prospettato mesi fa.

Concludo dicendo che, secondo Supercazzola: AdSense è semplicemente IMPOSSIBILE.

Fede

Comment by federico — 29 August 2006 @ 15:56

(mi piacciono molto le considerazioni di tal Max). Si dibatte come spesso accade, sull’efficacia e convenienza del pay per action (PPA).
—————————————

Ciao Jacopo,

TI RINGRAZIO per gli apprezzamenti.
;-)

FINALMENTE QUALCUNO CHE HA CAPITO che il “Pago-SOLO-se-mi-va-bene”
equivale ALLO SFRUTTAMENTO.

Per quanto riguarda il commento di Paolo:

Paolo, STAI FACENDO DI UN’ERBA UN FASCIO:
GENERALIZZANDO & CONFONDENDO i vari strumenti di cui puoi disporre online per i TUOI investimenti.

tu scrivi:
—————————————
Io riporto volentieri il punto di vista del merchant, su cui non mi sono dilungato nel blog di Lupi, anche perche’ bisognava entrare in technicality un po’ fuori tema: per esempio, DART e gli i.p. unici citati da Max, a mio parere in maniera fuorviante in entrambi i casi, e se vorra’ gli spieghero’ perche’, se accetta di qualificarsi.
—————————————

EVITO di ripetere ciò che ho già scritto sul Blog di Mauro Lupi.
RI-torna sul blog di Lupi, e RI-LEGGITI ATTENTAMENTE
IL PERCHE’: SIAMO andati “fuori tema”.

Per il resto: “NON VOGLIO QUALIFICARMI” :-p

—————————————
Visto che purtroppo i numeri governano:
- l’80% della mia produzione commerciale sul Web e’ generato da 7 player
- il restante 20% e’ generato da oltre 40 partner. Media: 0,5% a testa
Cosa significa? Semplicemente che non c’e’ il tempo per occuparsi di editori che, pur graditi, sono necessariamente meno prioritari rispetto agli altri.
—————————————

Bene.
SONO ORGOGLIOSO di stare INSIEME A CENTINAIA DI WEBMASTERS/EDITORI, fra lo 0,5%
;-)

—————————————
L’unico modo per far giungere fatturato a costoro e’ il pay-per-performance.
Laddove venga accettato il PPC su un singolo, piccolo editore ,
il tasso di frode e’ del 90%. Quindi, grande dispendio di tempo per piccoli ritorni.
—————————————

MA PERCHE’ DICI CAZZATE?

Ti piacciono i numeri?
E ALLORA VAI A TROVARTI I VERI “numeri” DELLE RICERCHE che parlano del “tasso di frode”,
che è inferiore al 12 / 15 % (dipende dall’area geografica che analizzi).

—————————————
Ecco perche’ chi alloca budget consistenti sull’online non puo’ permettersi di elevare il rischio:
una campagna a CPC o CPM necessita di presidio costante e controlli.
—————————————

TUTTE LE CAMPAGNE NECESSITANO DI “presidio e di controlli”
IL TUO PROBLEMA sai qual è?
che INTERNET PER TE è TROPPO COMPLICATO da gestire.

TU, PREFERISCI REGALARE 110.000 euro per UNO spot da 30 secondi in tv in PRIME TIME,
contenuto in un blocco da 4,30 / 5,00 minuti (che nessuno ti guarderà)
piuttosto che investire ED OTTIMIZZARE
UN PICCOLO INVESTIMENTO da 20.000 euro on-line.

SE TI SERVE AIUTO per OTTIMIZZARE le TUE campagne CPC:
RIVOLGITI ad una SEM AGENCY.
;-)

—————————————
Moltiplicarli su centinaia di siti e’ semplicemente impossibile.
A questo si aggiunge un’ulteriore criticita’: volendo per forza ragionare da pubblicitario (–> brand response…),
devo “pianificare” determinate soglie di copertura per avere misurazioni e visibilita’ decenti.
Un editore da 100.000 u.u. al mese, dal punto di vista dell’impatto sul brand, non serve a nulla,
se utilizzo strumenti “tabellari” tradizionali. Se utilizzo strumenti diversi,
non staro’ facendo pubblicita’ tabellare, quindi non ha senso parlare secondo i canoni
che cerchiamo di mutuare dall’above the line.
—————————————

dici?

MA SE CI SONO GIORNALI (di carta - ndr) che non tirano neppure 60.000 copie vendute al mese
ed hanno campagne da centinaia di migliaia di euro al mese,
TU, stai a dire che 100.000 utenti unici (targettizzati) mensili “non servono a nulla” ?

Per quanto concerne il “ragionare da pubblicitario (–> brand response…)”,
ti dirò, che,
anch’io SONO STATO & SONO UN INVESTITORE:
e quello che tu affermi è praticamente ASSURDO.
(Google, Yahoo Search marketing (ex Overture/ex GoTo), Miva e Godado, CONOSCONO BENE
CHI SONO ;-). Un saluto a Federico Riva di Godado ;-), PECCATO che OVERTURE “vi abbia fatto le scarpe”, a livello di traffico e di partners.
La TECNOLOGIA di GODADO ERA SUPERIORE all’epoca… mi piaceva MOLTO il pannel di Godado ;-) ),

Con 100.000 unique users targettizzati, mensili, si è in grado di avere UN R.O.I. ELEVATISSIMO
(PER CHI CI SUDA UN PO’, ovviamente. SE PUOI VUOI “la pappina pronta”… o peggio: “fare le cose DA SOLO”, SENZA
COMPETENZE nell’ambiente in cui ti cimenti ad investire,
beh, LAMENTATI PURE dicendo che il CPC è composto al 90% da clicks “fraudolenti”)

—————————————
Non c’e’ quindi alcun teorema a favore di questa o quella formula.
Semplicemente ci sono vincoli di business e di obiettivi, in un paesaggio (il mercato dei media)
che comunque puo’ cambiare, e in cui non c’e’ un solo attore per volta.
—————————————

No, no, no.
SEI FUORI STRADA, alla grande.
MI STAI GENERALIZZANDO TROPPO, saltando di “palo in frasca”.

Comunque: CHIUDIAMO “la polemica”
E CONCENTRIAMOCI sul BUSINESS:

TU dal lato INSERZIONISTA/PUBBLICITARIO (non soddisfatto del CPC)
IO dal lato EDITORE + INSERZIONISTA/PUBBLICITARIO (molto soddisfatto del CPC)

Buon Lavoro.

SENZA RANCORE
Max
(l’anonimo, MENO anonimo del web)
:-p

Comment by Max — 29 August 2006 @ 16:29

> Storicamente il PPA ha senso solo per testare un nuovo medium

Per me puo’ essere vero il contrario. Una pianificazione a CPM e’ molto piu’ controllata e controllabile, e quindi piu’ rilevante per un test. A volte, pero’, non vale neanche la pena di provare

> Ora, nel caso di internet si è passati al CPM, poi ora in molti casi al PPC

Non sono sicuro che questa sia la direzione. La quota del PPA nei mercati che conosciamo (lasciamo pure perdere l’Italia) negli ultimi anni e’ stata data in crescita E non pensare che il PPA sia una prerogativa esclusiva di Internet. Aiazzone e Publitalia (PPA, per l’appunto) non hanno rappresentato un caso isolato.

> Dire che non si può controllare un sistema di ppc perchè ‘i webmaster rubano’ fa ridere.

Non ho detto che non si puo’ tecnicamente. Ho detto che non ne vale la pena. Potrei fare molti esempi concreti. A voce.

> Nel caso del PPA il furto sta alla radice del meccanismo

Ci sono merchant miopi che rubano, proponendo remunerazioni ridicole. Il risultato e’ che si privano della possibilita’ di generare vendite. Il fatto che siano troppi puo’ essere unicamente indice dell’immaturita’ persistente del web italiano. Un ambiente in cui la gente “gioca” e si riempie la bocca, ma che occupa un ruolo ridicolo e marginale nei piani delle aziende che pagano lo stipendio ai web manager. Gli editori, pero’, hanno la colpa di non essere selettivi.
A me e’ capitato anni fa di essere presente nel box dell’hp di un importante sito di news. Il bacino era suddiviso fra il mio cliente e il cliente di un collega (una libreria online). Il bottone del mio cliente generava all’editore un equivalent CPC di 0,5 euro. Quello del mio collega 0,1, ma aveva un ctr un po’ piu’ alto. Risultato: 90% del bacino al libraio pezzente, 10% al mio cliente. E poi diciamo che il PPA non funziona? Sara’, ma gli editori ci mettono del loro :-)

> devo supporre che con AdSense siamo già passati al PPA, o al CPM

Di fatto e’ cosi’. Il bid sugli adsense e’ regolato dal CPA equivalente, al lordo delle frodi. Sara’ per questo che spendo cosi’ poco su quello strumento. Secondo te, per curiosita’, in quanti misurano il ROI sugli adsense a CPC o CPM?

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 16:43

MA PERCHE’ DICI CAZZATE?

lo trovo squisito, anche se un filino sopra le righe :)

Per quel che riguarda Godado non ci (vengo sfruttato) da parecchio(come puoi vedere dai grafici Alexa e dando un’occhiata al sito, agli inserzionati etc etc. :)).

Ti prego quando parli di me non mettere il nome godado e meno di 1000000 caratteri, non vorrei che il sistema semantico di Goolge interpretasse i due significanti come correlati da uno stesso significato che oltrepassi il mero ‘maledetto il giorno che ti ho incontrato’ :)

Jedem das saine.

A Godado qualche unique IP al giorno A Cazzola qualche unique idiot al mese A noi, la gioia di sapere di essere i ‘buoni’ dello spaghetti (we)western, che possono morire ma mai senza il colpo in canna :)

Per il resto. Io non sono ne’ publisher ne’ merchant o, per citare un grande amendola degli esordi (nu sugnu ni’ carni ni’ pisci’), ma non mi permetterei mai di chiedere all’oste se il vino e’ buono

chiedere all’oste se il vino e’ cattivo

chiedere a superpaolo bros se il PPA e’ buono o cattivo.

Enjoy 

Comment by federico — 29 August 2006 @ 16:43

Di fatto e’ cosi’. Il bid sugli adsense e’ regolato dal CPA equivalente, al lordo delle frodi. Sara’ per questo che spendo cosi’ poco su quello strumento. Secondo te, per curiosita’, in quanti misurano il ROI sugli adsense a CPC o CPM?

Il bid sugli adsense e’ regolato dal CPA equivalente, al lordo delle frodi. ??? in what (Ad)Sense?

Cmq penso che tu ti riferisca a un ppc che funziona e non a un ppa vero e frode. La tua voce deve essere bellissima, ma fammiti scrivere che sono stanco di essere tediato da tutte queste baggianate. Guardati snap come va. Vedi se google fara’ mai il PPA (al netto delle DELAfrodi)

Io non tiro acqua al mio mulino Tu ci tiri vino. Max rispondi tu che ho la febbre.

In maiuscolo cosi’ leggo bene :)

fede

Comment by federico — 29 August 2006 @ 16:54

Si si, certo…
“datemi ragione se no vi insultero’”
Complimenti, fai un po’ come vuoi
La tua professionalita’ la conosci… e la conosco anch’io :-)
Adieu

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 17:04

@max.
Non so chi sei, penso un cliente dialer dei tempi d’oro perche’ solo quelli guardavano il pannello :)
Per il resto non mi importa chi sei, vedo che sei molto ferrato anche sul medium trapiantato (vedi Televisiuun)e quindi sai bene come me che solo una piccola percentuale rientra (forse) dei propri investimenti (not ON but OF) entro un anno.
Perche’ allora la gente continua a fare pubblicita’ in TV?
Perche’ la fanno tutti, a volte va bene e cmq una stecca da 500.000 euro non te la da’ nessuno in internet.
Bye(z)
Se vuoi scrivimi a
GUIGUOX AT GMAIL.COM

Comment by federico — 29 August 2006 @ 17:09

Ciao Jacopo, ciao Fede, ne abbbiamo già parlato tanto e sapete che da editore sono d’accordo con voi. Il problema di fondo però, a mio avviso è un altro. Si parla di ppa come di pubblicità il che non è. Il ppa è una forma di rivendita, un’atività assimilabile alla vendita per rappresentanza. Non c’entra nulla con la pubblicità e con il rischio d’impresa. Ma la revolution deve partire dal basso, dagli editori, da quella miriade di “piccoli” da 100.000 uv / mese.

Comment by Filippo Ronco — 29 August 2006 @ 17:12

Si si, certo…
“datemi ragione se no vi insultero’”
Complimenti, fai un po’ come vuoi
La tua professionalita’ la conosci… e la conosco anch’io :-)
Adieu

Comment by Paolo — 29 August 2006 @

quando mi darai ragione mi preoccupero’.

Io non ti ho insultato ti ho solo detto che farnetichi.
magari sei piu’ profesisonale di me.
Solo, non sai quello che dici, sai solo perche’ lo dici.

Good Bye

Comment by federico — 29 August 2006 @ 17:16

> Solo, non sai quello che dici, sai solo perche’ lo dici

Parlo solo per umile e limitata esperienza sul campo. Qualche anno in trincea a monitorare campagne. Compreso il CPC e compreso Godado.

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 17:22

Paolo, una domanda che vuole essere una sorta di caso di scuola: se non ci fosse il Pay per Action, che sistema useresti?

Comment by Jacopo Gonzales — 29 August 2006 @ 17:24

Scusa giudichi me o Godado. Perche’ se pensi che tutti gli operai della Fiat tirano di coca con FranKo sei fuori strada. Io al limite ti ho detto che dici cazzate (cosa che ripeto), ma non dico che non sei professionale in quello che fai :) (compreso in quello che dici…).

Cmq io non ce l’ho con te in particolare. Quando andai da Vanossi un giorno gli dissi le stesse cose e infatti la dirigenza GOdado non mi ci fece piu’ parlare :) anche se con me le cose andavano un filino meglio, giusto un pelo. Se vogliamo uscire dalla blogorissa mi va benissimo (anche se conviene più a me che a te), cmq, torniamo al dunque: Il bid sugli adsense e’ regolato dal CPA equivalente, al lordo delle frodi. se mi ti autorecensisci questo period(o) non gioco piu’ su questo campetto (citando Norton in American History X).

In caso contrario sei comunque benvenuto, non ho la svastika sul petto come sembra. :)

Comment by federico — 29 August 2006 @ 17:30

@ Jacopo: In realta’, a livello puramente commerciale, non esiste per me un modello di pricing che non venga applicato, e alla fine non e’ affatto scontato che il Pay per action sia il piu’ conveniente per l’inserzionista, anzi, statistiche alla mano posso dire che non e’ affatto cosi’, in termini di costi marketing. E’ pero’ quello piu’ gestibile in termini di allocazione del tempo, e si utilizza quando la situazione lo richiede.
Oltre a questo non e’ detto che cio’ che il modello commerciale dell’inserzionista coincida con quello dell’editore. Se guardi il mondo dei motori di ricerca, che conosci meglio di me, esistono i tool di bid management che possono trasformare il CPC in CPA. Oppure, se vedi le nuove funzionalita’ di Zanox, e’ possibile ottimizzare la rotazione dei banner in base al CPM stimato delle creativita’, mentre il merchant continua a pagare a CPA. Alla fine la direzione ideale e’ quella del prezzo “giusto”: se abbasso il CPA, saro’ sopraffatto dal concorrente in grado di garantire (anche per un miglior prodotto e una migliore sability) un CPM equivalente piu’ alto.

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 17:37

@ Federico
“Il bid sugli adsense e’ regolato dal CPA equivalente”
Ho tentato di sintetizzare questi concetti:
1) Adsense e’ utile
2) Adsense e’ potenzialmente laborioso da controllare
3) Chi froda me, froda anche gli altri. Mal comune…
Quindi:
1) O assegno un clicktag diverso a ogni editore (buon lavoro…) e verifico i risultati di ciascuno..
2) …O correggo i bid sulla base dei risultati generati da ogni gruppo di editori/annunci.

Quindi, pago a CPC e ragiono a CPA
Fammi sapere se ho chiarito…

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 17:47

@paolo through @ jacopo

Se guardi il mondo dei motori di ricerca, che conosci meglio di me, esistono i tool di bid management che possono trasformare il CPC in CPA.

Il problema e’ che sotto lo zero non puoi trasformare, anzi di solito sotto 10 cents non prendi un click.

Oltretutto questo riguarda il mondo dei tool (che poi non usano nemmeno esperti come ebay) e non certo quello die motori di ricerca che, guarda il caso, sono tutti PPC, tranne snap che sta avendo un clamoroso successo.

Comment by federico — 29 August 2006 @ 17:47

> questo riguarda il mondo dei tool (che poi non usano nemmeno esperti come ebay)

Il problema finora e’ stata la qualita’ del loro funzionamento. Ne ho provati 4 e ne funzionava 1. Prima o poi la tecnologia andra’ a posto, o sara’ Google stessa a introdurre il proprio bid manager.

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 17:51

@Federico
————————————–
Io non tiro acqua al mio mulino Tu ci tiri vino. Max rispondi tu che ho la febbre.
————————————–

ihhiih…..
LA FEBBRE gli hai fatto venire!

Federico RISPONDO A TE.

Quanto a Paolo, SE è una persona INTELLIGENTE, come MI AUGURO,
EVITERA’ DI SCRIVERE STRONZATE, una volta per tutte,
in caso contrario… IO HO GIA’ REPLICATO CON CHI TEORIZZA E BASTA.

————————————–
In maiuscolo cosi’ leggo bene
————————————–

eh eh eh !!
;-)

————————————–
Per quel che riguarda Godado non ci (vengo sfruttato) da parecchio(come puoi vedere dai grafici Alexa e dando un’occhiata al sito, agli inserzionati etc etc. ).
————————————–

NON sono più inserzionista di Godado, da quasi 2 anni.
Ho fatto qualche TEST, ad inizio 2006, ma come prevedevo,
i risultati NON sono stati di mio gradimento.

————————————–
Ti prego quando parli di me non mettere il nome godado e meno di 1000000 caratteri, non vorrei che il sistema semantico di Goolge interpretasse i due significanti come correlati da uno stesso significato che oltrepassi il mero ‘maledetto il giorno che ti ho incontrato’
————————————–

OK.
(ma…sarei CURIOSO di SAPERE: IL PERCHE’ la TUA “avventura” si sia conclusa… in modo sgradevole… presumo, da come scrivi.
Eppure, ERAVATE ABBASTANZA AVVIATI, prima che MIVA ed OVERTURE Vi “gambizzassero”.)

————————————–
@max.
Non so chi sei, penso un cliente dialer dei tempi d’oro perche’ solo quelli guardavano il pannello
————————————–

COME BEN SAPRAI, quando arriva L’ONDA, VA CAVALCATA: FINO IN FONDO.

————————————–
Per il resto non mi importa chi sei,
————————————–

Bene. ;-)

————————————–
vedo che sei molto ferrato anche sul medium trapiantato (vedi Televisiuun) e quindi sai bene come me che solo una piccola percentuale rientra (forse) dei propri investimenti (not ON but OF) entro un anno.
Perche’ allora la gente continua a fare pubblicita’ in TV?
————————————–

potrei dirti: PERCHE’ SONO DEI COGLIONI (come gli stessi che si collegavano ai dilers).

MIA “Nota storica”:
SAI QUALE FU’ IL MIO PRIMO PENSIERO QUANDO MI PROPOSERO di implementare le campagne “pay per perfomance”
per i “Loghi e Suonerie”?

mio “testuale” pensiero: “MA CHI VUOI che si colleghi a queste PUTTANATE, pagando 1,50 euro al minuto
per scaricarsi UNA SUONERIA ed UN LOGO?”
(la tariffa da 2,50 euro al minuto ancora non esisteva)”

NON L’AVESSI MAI FATTO / PENSATO.
HO ESITATO, E NON HO CAVALCATO “l’onda” DALL’INIZIO.
risultato: CONOSCO GENTE che ha il c/c con X milioni di Euro NETTI:
GRAZIE A QUELLE “PUTTANATE”.

Per la TV,
IO NON INVESTIREI MAI, SU UN MEZZO “virtuale”
che spara numeri IPOTETICI, basati su un calcolo di 5.100 pannels.

SECONDO ME: SONO TUTTI DROGATI i “marketing managers” che PREFERISCONO LA TV ad INTERNET.
Suppongo, che preferiscano la TV, perchè I SOLDI CHE INVESTONO NON SONO I LORO,
ma delle MULTINAZIONALI che affidano i budgets ai CENTRI MEDIA,
vedi clienti come:
PROCTER & GAMBLE
+
UNILEVER

————————————–
Perche’ la fanno tutti, a volte va bene e cmq una stecca da 500.000 euro non te la da’ nessuno in internet.
Bye(z)
————————————–

IO passavo “stecche da XXX.000/mese” su INTERNET.
IN TV sai quanto?
0 (zero)
INDOVINA IL PERCHE’?
;-)

————————————–
Se vuoi scrivimi a
GUIGUOX AT GMAIL.COM
————————————–

TI SCRIVERO’, ma come “Max”.
;-)

ed infine,
MI PIACE concludere il post, riprendendo QUESTO TUO commento:
————————————–
A Godado qualche unique IP al giorno
A Cazzola qualche unique idiot al mese

A noi, la gioia di sapere di essere i ‘buoni’ dello spaghetti (we)western, che possono morire ma mai senza il colpo in canna
————————————–

QUESTA E’ POESIA.
;-)

FINO alla MORTE, COMBATTEREMO, contro chi, ha distrutto PRIMA,
e STA TENTANDO di distruggere ORA, il Ns. lavoro e la Ns. INTERNET.

BUON LAVORO a TUTTI.

Max

Comment by Max — 29 August 2006 @ 18:03

1) Adsense e’ utile
2) Adsense e’ potenzialmente laborioso da controllare
3) Chi froda me, froda anche gli altri. Mal comune…
Quindi:
1) O assegno un clicktag diverso a ogni editore (buon lavoro…) e verifico i risultati di ciascuno..
2) …O correggo i bid sulla base dei risultati generati da ogni gruppo di editori/annunci.

Paolo scusa ma non hai chiarito.

A parte che volevi dire ‘al netto’ e non ‘al lordo’ e poi guarda che tu vuoi dire che se io sono bravo come merchant allora riesco a non farmi massacrare da una scelta irresponsabile di bid sulle keyword, il che va benissimo, ma non c’entra nulla col fatto che un editore che pubblica a PPA viene sicuramente frodato (non intenzionalmente, certo) per:

1) problema di tracking dei cookie (scatenai un dibattito su IMLI molto tempo fa)

2) il problema della double location (casa e lavoro)

3) il problema dei chargeback

da un lato.

Dall’altro, se ti dici che e’ difficile (ma non impossibile, vedi adsense…) controllare centinaia di siti che portano click (mentre non lo e’ affatto e ci sono software da 200 dollari che sono perfetti) ti ico che e’ ben piu’ difficile controllare che i merchant proposti abbiano

1) il giusto pricing
2) una buona usabilita’
3) un corriere espresso affidabile
4) un buon customer care
5) un buon sistema dei resi
6) e tutte quelle centinaia di variabili che fanno si’ che uno shop vada bene o male.

Oltretutto> il pay per action allontana sempre di piu’ dalla presenza vera del brand su internet.

Se la coca cola buttasse sul web tutto quello che butta sui cartelloni, adesso vedremmo cocacola da tutte le parti in tutto il mondo e - trust me - il brand ci sarebbe.

Io sono stato chiaro?

fede

p.s.

Il mio skype cmq e’ guiguox.

Comment by federico — 29 August 2006 @ 18:09

>Se la coca cola buttasse sul web tutto quello che butta sui cartelloni, adesso vedremmo cocacola da tutte le parti in tutto il mondo e - trust me - il brand ci sarebbe.

Coca Cola qualche tempo fa ha brandizzato l’intero portale msn.com (=milioni e milioni di persone). Di certo non a CPA. Non sono sicuro che abbiano ripetuto l’operazione, di sicuro ne avranno valutato l’impatto.

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 18:14

Non ho detto msn
Ho detto il web
e non ho nemmeno detto che ai direttori marketing di coca cola convenga comprare sul web o meno o chevogliano innovare il loro mestiere (anzi ci sono grossi dubbi a riguardo).
Per quanto riguarda il pricing non penso proprio fosse CPA :) contavano le lattine vendute online?
Cmq io non ho ancora capito la tua frase, al netto, di quello che ci siamo in seguito detti.

Comment by federico — 29 August 2006 @ 18:25

>Non ho detto msn
>Ho detto il web
L’esempio e’ sufficiente a dimostrare la volonta’ di sperimentare il mezzo

>e non ho nemmeno detto che ai direttori marketing di coca cola convenga comprare sul web
Hai detto “il brand ci sarebbe”. Ho interpretato male, prendo atto

>Cmq io non ho ancora capito la tua frase, al netto, di quello che ci siamo in seguito detti.
Prenditi il tempo che ti serve, se ne hai.

Dimenticavo una puntualizzazione:
>Scusa giudichi me o Godado
Nessuno dei due. Mai avuto problemi con costoro, comunque. Ho solo detto che conosco la tua professionalita’ per come la esercitavi sul campo.

Se vuoi continuare la blogorissa, pero’, richiama in servizio Emilia http://senzafreni2lavendetta.ilcannocchiale.it/ che in questi giorni ho un paio di robette da far partire. Oltretutto duetta molto meglio di me.

Comment by Paolo — 29 August 2006 @ 23:49

Paolo, mi spiace che tu ti paragoni alla anfuso sinceramente, che ha dimostrato il suo analfabetismo (non so se di ritorno) ripetutamente e su diversi siti. Detto questo, ho capito che sei veramente un pozzo secco (per usare un eupaolismo).

Volevo vedere la ‘bright light’ nelle ‘frivolezze’ che dicevi, ma a quanto pare hai fatto di tutto per impedirmelo. A rusa’ i asan sa diventa mui.

Fatti una conference Cool con la Anfuso :)

Fede

Comment by federico — 30 August 2006 @ 16:07

Trovati un lavoro :-)
ciaociao

Comment by Paolo — 30 August 2006 @ 16:59

Perchè?

Comment by federico — 30 August 2006 @ 17:58

Perche’ puoi fare tante cose decenti in Italia, convogliando le tue energie su materie piu’ utili al mercato, invece di rompere i cabasisi proprio a me, che non saro’ un benefattore dei piccoli editori, ma faccio pur sempre del mio meglio. Se non altro perche’ dipendere da molti e’ meglio che fare affidamento su pochi. E massimizzare le risorse dedicate dalla mia azienda al Web e’ nel mio interesse. Se poi qualcuno si e’ fatto un’idea diversa, sono tutto orecchi.

Comment by Paolo — 30 August 2006 @ 18:11

Bene o male purchè si parli di me a quanto sembra.
Vedo che vi divertite come al solito ragazzi. bene, sono contenta di ritrovarvi intrappolati nelle vostre sigle ed acronimi vari di settore.

Non so chi sia Paolo. Forse qualcuno che come me rivendica Chiarezza nel Mondo della Comunicazione.

Ah: vi informo che la mia testata online ha raggiunto in meno di due mesi, quote di pubblico incredibili ed a livello Internazionale senza PPP, CCC, DDD, DDT, PIC, PAC POC, CIUFF, PLOP, CRACK…

IL solo passaparola spontaneo. Costi di gestione fino allo start up: nulli. Ad oggi: Proposte di adesione pubblicitaria da parte di PMI e grandi aziende…

Mi spiace…la mia enorme ignoranza è davvero un limite per voi…

p.s. non parlo di senzafreni2lavendetta chiaramente. Quello è per bloggettare come fate voi… ;))

Comment by Emilia Urso Anfuso Aiello de margherito — 3 September 2006 @ 12:24

anfuso, non te la prendere. lo strabismo e’ una malattia venerea…

Comment by federico — 3 September 2006 @ 13:15

Federico non farci caso: anche la tua mancanza di palle.
Che vuoi farci? Tira a campare come fai da sempre…:))

p.s. i miei lettori si sono sbellicati dalle risate leggendo un mio articolo comico su di te. Non so come ringraziarti di esistere…davvero. Sei unico in tutti i sensi. AdSense. Sensazionale. Meno male che ci sei. Inoltre un consiglio. Sul tuo sito: o togli la foto di quando avevi 15 anni, o levi quella dove appari come una cariatide. Almeno la mia è attuale. Sai per il pubblico che poi quando ci incontra ci rimane male: non si capisce se eri vecchio da giovane o se ti sei rifatto da anziano: Insomma: chi sei ora? Quello con la faccia da Duce o quello di spalle coi caopelli in disordine?

Comment by Emilia Urso Anfuso Aiello de margherito — 3 September 2006 @ 13:40

quello coi capelli in disordine.

Molfetta è un buon oftalmologo di monza e forse ti puo’ rimettere in asse gli occhi che sembri una demente.

non lo sei, ma purtroppo lo sembri, e non te lo meriti :)

okkio :)

Comment by federico — 3 September 2006 @ 13:47

Che figata, sono riuscito a chiamare in causa Emilia, ormai personaggio mitologico… o qualcuno per essa. Raramente mi riesce di ottenere un risultato gratis :-)
Piacere di conoscerti Emilia, ci uniamo alle proposte di adesione pubblicitaria, ma a differenza di altri ti promettiamo un rapido passaggio dalle chiacchiere ai fatti. Basta che convenga a entrambi :-)))))
Per rintracciarmi fai pure un whois sul dominio del nostro blog.

Comment by Paolo — 3 September 2006 @ 14:21

Mio Dio povero Federico. Mi confermi di essere Gay…ma ce l’hai proprio tutte povera stella…
Vabbè almeno ti consoli coi capelli unti ed il WebMarketingStrategico. Che te devo dì…
C’è chi vive bene (non mi lamento davvero) e ce’è chi si deve attaccare ad un lavoro di fantasia (come te)

Hai mai provato a mettere il naso fuori dal rifugetto atomico lì nel LombardoVeneto? Magari ti piace l’Ossigeno invece del Silicio…

Comment by Emilia Urso Anfuso Aiello de margherito — 3 September 2006 @ 14:29

Non commento nemmeno certi attacchi infondati da prima elementare.

Vi pregherei di non scadere nello squallido, che non eleva mai nessuno.

Vorrei ricordare a tutti che questo spazio è a disposizione per commenti relativi al post in questione.

Qualunque altro è off topic e fuori luogo, con la certezza di essere stato chiaro.

End of story

Comment by Jacopo Gonzales — 3 September 2006 @ 14:47

Ecco Jacopo, da bravo Admin, di al vostro federico che non si usano i Blog per sparare volgarità addosso alla gente. Normale che poi si risponda di conseguenza. Daccordissimo con te. Anzi: mi spiace di essermi fatta prendere (per ridere) la mano. ma sai: Riva se le tira sempre…non c’è niente da fare. Per quanto si cerchi di rispettarlo, si mette sempre nei guai da solo…

Se leggi il mio primo commento…non aveva nulla da scaricatore/trice di porto.

Comment by Emilia Urso Anfuso Aiello de margherito — 3 September 2006 @ 14:53

p.s. connettetevi domani o martedi sulla mia testata: vedrete cosa significa Multimedialità…ed è solo l’inizio.

Comment by Emilia Urso Anfuso Aiello de margherito — 3 September 2006 @ 15:00

@Jacopo: sono d’accordo, ma forse e’ meglio intervenire per tempo in queste situazioni.
Giusto per cronaca, imparziale:

Comment(s) by Max

“MA PERCHE’ DICI CAZZATE?
“SE è una persona INTELLIGENTE, come MI AUGURO,
EVITERA’ DI SCRIVERE STRONZATE, una volta per tutte”

Bilancio: su 20 parole, 12 sono in maiuscolo. Giuro sul mio scooter che gli regalo una tastiera.

By Federico
“A Cazzola qualche unique idiot al mese”
“Io non tiro acqua al mio mulino Tu ci tiri vino”
“Io non ti ho insultato ti ho solo detto che farnetichi”
“Solo, non sai quello che dici, sai solo perche’ lo dici”
“al limite ti ho detto che dici cazzate (cosa che ripeto)”
“Fatti una conference *Cool* con la Anfuso :)”
“anfuso, non te la prendere. lo strabismo e’ una malattia venerea…”
“Molfetta è un buon oftalmologo di monza e forse ti puo’ rimettere in asse gli occhi che sembri una demente.”

E per chiosare, una strana URL apparentemente rivolta a una familiare stretto di sesso femminile… in quel caso non mi era molto chiaro il significato, anche se era immaginabile l’intento

Bilancio: ai posteri

Comments by Emilia:

“Mio Dio povero Federico. Mi confermi di essere Gay…”

Bilancio: la sanzione sulle presunte preferenze dell’interlocutore e’ un po’ vintage…

Comment by Paolo — 3 September 2006 @ 15:13

1) questa non è la vetrina pubblicitaria di nessuno ed è già la seconda volta che leggo inviti a “migrare” su altri siti per leggere notizie (potenzialmente) più interessanti…

2) la nostra diplomazia ha la stessa durata del coito di un coniglio (circa 10 sec)

3) per quanto riguarda la Multimedialità, grazie dell’invito ma siamo quelli che “vanno alle feste solo quando non siamo invitati”…ci piace essere inaspettati…

4) cmq auguri per il sito che sicuramente andrà benissimo (P.S: avverto che sono molto poco profetico e come santone non sono un granchè); ci terremo aggiornati….”Tanta Fortuna”

Comment by Andrea Signori — 3 September 2006 @ 15:18

Oh no…vi pregoooo. Come potrei fare senza di voooi…??? Già piango. Mi uccido. Ho le convulsioni. Sento che non ce la farò…no non ce la farò…sono troppo piccola strabica ed ignorante per far fortuna senza di voi. Mio Dio: sento che sto per morire. Dalle risate. :))

Ciao ragazzi: buona lettura di qualche tomo sul Marketing prima del Web Marketing. Magari leggetevi (o rileggetevi) persino i due tomi del Kotler… a voi filoamericani piace tanto… :))

Comment by Emilia Urso Anfuso Aiello de margherito — 3 September 2006 @ 15:52

[...] Pay per action: gli editori come i casinò [...]

Pingback by Programmi di affiliazione e cancellazione dei cookie — 22 September 2006 @ 14:41

Domanda: sui pay per action se uno clicca da me… poi clicca da te… poi fa l’action… a chi va il referrer bonus?

Esempio: se clicco su un banner PPA di viaggi, ne vedo uno. Poi ritrovo lo stesso banner su un altro sito, lo clicco e prenoto il viaggio, chi guardagna?

Comment by Merlinox — 10 November 2006 @ 15:54

In alcuni casi il primo, in altri il secondo. Dipende dalle regole che ha messo il merchant.

Comment by Paolo — 10 November 2006 @ 16:43

@paolo: Ok grazie. Allora vado a vedere meglio.

Nel caso dei referrer AdWords per caso lo sapete.

Comment by Merlinox — 10 November 2006 @ 16:45

[...] Pay per action: gli editori come i casinò (42 commenti) [...]

Pingback by Numeri — 31 December 2006 @ 13:13

Leave a comment

About Marketing Routes:

Blog multi-autore che ha come focus il mondo del marketing, dell'advertising e della comunicazione online ed offline. Non solo un bookmark da controllare giornalmente ma un dispensatore di notizie, consigli, strategie per tutti coloro che operano in questi settori. Nato con la convinzione che di blog riguardanti il marketing, la comunicazione e la pubblicità ce ne siano molti, ma quelli veramente di qualità sono pochi, Marketing Routes vuole apportare agli utenti della rete i modi di vedere, le esperienze e le considerazioni di diversi giovani professionisti del settore così da aprire un dibattito con gli utenti senza mai prendersi troppo sul serio.

Creative Commons License

Design © 2006 by Consulenzaweb.com | Powered by WordPress