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8 August 2006

Web 2.0 e AJAX sono in agonia

Stamattina leggevo un gustosissimo articolo di Thomas Baeckdal intitolato AJAX e Web 2.0 is dying in cui vengono tracciati, con lucida precisione e piacevoli toni, i sintomi letali che stanno affliggendo il binomio Web 2.0 – AJAX.

Ne farò una breve sintesi, lasciando la lettura dell’articolo a chi vorrà, ed approfittando del tema per fare alcune riflessioni.

Baeckdal indica in tre punti essenziali le contraddizioni che ricorrono con frequenza nel momento in cui si parla dell’accoppiata AJAX-Web 2.0:

Abuso dei termini.
La maggior parte dei siti che dichiarano di appartenere al Web 2.0 sono semplicemente siti sviluppati con tecnologia DHTML, o sono semplici siti basati su politica collaborativa oppure sono semplicemente provvisti d i un design architetturale che li fa funzionare come applicativi desktop.

Non perfetta comprensione del concetto.
Il significato di “Asynchronous JavaScript and XML” viene compreso perfettamente solo nell’accezione Js e XML, mentre viene trascurato il termine “asincrono” che è la chiave di volta.
Un’esigua quota di siti web funziona in modalità asincrona e così, al massimo, si è in presenza di SJAX, dato che mentre viene eseguita un’operazione il sistema NON sta eseguendone un’altra.

Assolutismo radicale.
Baeckdal la chiama “sindrome da bianco e nero”, sottolineando giustamente che è incomprensibilmente diffuso un atteggiamento purista verso il Web 2.0, scartando snobisticamente soluzioni intermedie che potrebbero comunque fornire risultati tecnici interessanti.

Trovandomi pienamente d’accordo con la disamina, ed ancor più con la soluzione spiritosa relativa al fix 2.1 riportata nell’immagine qui sotto, vorrei concludere con una considerazione.
Siamo psicologicamente soggiogati dalla tecnica, come se oggi il problema fosse imperniato esclusivamente attorno a sistemi sincroni od asincroni. E sudiamo sette camicie per poter sbandierare il nostro AJAX e dire al mondo che il nostro sito è figlio del Web 2.0.

Una volta, su un giornale satirico di sinistra (Cuore nda), c’era un’illuminante rubrica intitolata “Chi se ne frega”. Al suo interno, risibili notizie pubblicate da diversi altri giornali che, ricollocate sotto quella targa, apparivano assai più dignitose.
Siti esistenti, basati su AJAX ed in odore di Web 2.0, in moltissimi casi diverrebbero di pieno diritto ospiti fissi di quella rubrica.

Per il semplice fatto che NON SERVE SEMPRE avere quel tipo di tecnologia e non è dequalificante fare comunicazione new media con siti tradizionali e strategie intelligenti.

Web 2.0

Il problema è che molte volte questo non riesce. E non si trova in rete l’upgrade da Brain 1.0 a Brain 1.1

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Pingback by emmeesse » Archivio del Blog » Web 2.0 — 22 August 2006 @ 13:56

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