5 August 2006
Dal Web Semantico ai Sistemi Cognitivi - 1 parte
XML, RDF, Ontologie, Agenti Software Intelligenti e Sistemi Cognitivi: Dalla Visione Del Web Semantico Di Tim Berners-Lee Al Modello A Tre Strati Alle Idee Di Nicholas Negroponte
- L’architettura del Web Semantico
Nel Web attuale l’informazione varia lungo molteplici assi; uno di questi è la differenza fra l’informazione prodotta per l’impiego da parte di utenti umani e quella prodotta per i software quali, ad esempio, gli agenti software intelligenti.
Fino ad ora la rete è stata sviluppata e utilizzata soprattutto come mezzo per diffondere documenti destinati a utenti umani.
Il Web Semantico aspira a porre rimedio a questa situazione, in quanto esso stesso “è un’estensione di quello attuale, in cui alle informazioni viene attribuito un significato definito, che permette a computer e utenti umani di lavorare meglio insieme”. Affinché il Web Semantico funzioni, i computer devono poter accedere a serie strutturate di informazioni e a regole di deduzione che permettano di ragionare in modo automatizzato. L’idea contiene il seme di importanti applicazioni, ma deve essere collegata in un unico sistema globale per poter liberare la sua piena potenza.
La sfida del Web Semantico è quella di fornire un linguaggio che esprima sia i dati sia le regole per ragionare su di essi, e che permetta di esportare in rete le regole di qualsiasi sistema di rappresentazione della conoscenza. Le regole di un dato sistema di rappresentazione con molta probabilità non potranno essere reimpostate dal Web in un altro sistema, ma questo non è un grave difetto, in quanto la questione essenziale qui è quella di rendere disponibile l’informazione.
Ad oggi sono già disponibili due importanti tecnologie per lo sviluppo del Web Semantico:
- eXtensible Markup Language (XML)
- Resource Description Framework (RDF)
Il linguaggio XML permette di creare tag personalizzati ovvero etichette che commentano e definiscono pagine Web o porzioni di testo su una pagina. I software possono fare uso di queste etichette in modi sofisticati, ma il programmatore che li scrive deve sapere a che scopo chi ha scritto la pagina Web utilizza un tag. In pratica l’XML permette agli utenti di aggiungere una struttura ai loro documenti, ma non dice nulla su che cosa significhi. Il significato è espresso dall’RDF che lo codifica in serie di triple, riproponendo la struttura soggetto, verbo e complemento oggetto propria delle proposizioni elementari. Le triple sono un modo naturale per descrivere gran parte dei dati elaborati dalle macchine.
Il soggetto e il complemento oggetto sono identificati da un URL analogo a quello utilizzato da un qualsiasi link ad una qualsiasi pagina Web. Anche i verbi sono identificati da URL che permettono a chiunque di definire un nuovo concetto, un nuovo predicato, semplicemente definendo un proprio URL da qualche parte sul Web. Le triple di RDF formano ragnatele di informazioni riguardo a risorse correlate. Poiché RDF usa XML per codificare l’ informazione, gli URL garantiscono che i concetti non siano solo parole in un documento, ma che siano legati a una definizione univoca che chiunque può trovare in rete.
Una terza importante innovazione per lo sviluppo e l’utilizzo del Web Semantico sono le cosiddette ontologie ovvero raccolte di informazioni. In filosofia, un’ontologia è una teoria sulla natura dell’esistenza; mentre, per i ricercatori del Web e dell’intelligenza artificiale, l’ontologia è un documento o un file che definisce formalmente le relazioni fra termini.
Il più caratteristico tipo di ontologia per la rete ha una tassonomia e una serie di regole di deduzione. “La tassonomia definisce classi di oggetti e le loro relazioni”. Le classi, le sottoclassi e le relazioni fra enti/oggetti sono uno strumento potente per l’uso della rete. È possibile esprimere una grande quantità di relazioni fra enti assegnando proprietà alle classi e permettendo alle sottoclassi di ereditare tali proprietà. Quando in rete si trovano pagine ontologiche, iniziano a delinearsi le soluzioni ai problemi di terminologia.
Il significato di termini o codici XML utilizzati su una pagina Web può essere definito da puntatori che conducono all’ontologia. Le ontologie possono rendere molto più efficiente il funzionamento della rete ad esempio migliorando l’accuratezza delle ricerche. Ma la vera potenza delle ontologie si scatena quando i computer ne fanno un uso più sofisticato per correlare le informazioni su una pagina con le relative strutture di conoscenza e regole di deduzione.
Un’altra caratteristica basilare del Nuovo Web saranno le firme elettroniche - o digitali. “Blocchi di dati crittografati che computer e agenti software intelligenti potranno usare per verificare che le informazioni allegate siano state fornite da una fonte di fiducia”. Gli agenti intelligenti dovrebbero essere scettici a proposito delle affermazioni che leggono sul Web Semantico fino a quando non avranno verificato la loro fonte riconoscendo la firma digitale.
Gli agenti intelligenti ricopriranno un ruolo primario nell’organizzazione e soprattutto nell’utilizzo e nella fruizione del Web Semantico. Un processo tipico, ad esempio, implicherà la creazione di una “catena di valori” in cui sottoinsiemi di informazioni vengono passati da un’agente all’altro, e ognuno di loro “aggiunge un valore” per costruire il prodotto finale richiesto dall’utente.
La vera potenza del Web Semantico si realizzerà quando saranno creati molti programmi che raccolgano il contenuto Web da diverse fonti, elaborino le informazioni e scambino i risultati con altri programmi. La potenza degli agenti intelligenti crescerà esponenzialmente a mano a mano che saranno disponibili sempre più pagine Web leggibili da macchine e servizi automatici, affinché anche agenti che non erano progettati per lavorare insieme possano scambiarsi dati dotati di una semantica.
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