31 July 2006
Media Crossing: rischio o opportunità?
Contaminazione. Parola molto comune in questo primo scorcio di millennio; è abusata nella ristorazione, nella musica, nella moda e, ovviamente, nei media. Per quanto riguarda quest’ultimo "campo d’azione" la situazione è quantomeno complicata. Se per quanto riguarda la "cucina" la contaminazione di gusti e generi sembra mettere (quasi) tutti d’accordo, lo stesso nella musica e nella moda, per quanto riguarda i media si hanno delle difficoltà di "assestamento".
Avendo una storia sedimentata da tempo, le professioni dei media tradizionali infatti difendono il proprio territorio; i mezzi di comunicazione diversi da internet vivono questa "sovrapposizione" e mix di linguaggi in modo molto "guerrafondaio" forse timorosi di un rimescolamento dei poteri. Da rimarcare che a quanto si pensi il media crossing non è un fenomeno che riguarda specificatamente internet vs i mezzi off-line, ma è un’aspetto che chiama in causa anche i vecchi mezzi di comunicazione che sperimentano sovrapposizioni e sperimentazioni tra i linguaggi di trasmissione e comunicazione.
Essendoci un "crossing" c’è sicuramente anche un "border", un confine ed i relativi borderline. Da un punto di vista dei rischi, il maggiore è sicuramente la "confusione", ovvero due linguggi comunicativi che sovrapponendosi, creano difficoltà di comprensione agli utenti. Altro rischio è la confusione creata nell’utente da un mezzo di comunicazione che perde la sua specificità diventando borderline. Quest’ultimo aspetto è però anche un’opportunità per il fenomeno media crossing in quanto favorisce la nascita di un "nuovo" linguaggio comunicativo formato appunto dalla sovrapposizione.
Quindi, che sia un vantaggio o che sia un rischio, il media crossing è una realtà, meglio quindi affrontarla per tempo…

























