29 July 2006
Adsense ora integrato anche nei software
Stando a quanto leggo su Cnet , l’era degli Adsense all’interno dei software è iniziata. Sicuramente non sarà l’ultimo caso che vedremo, dal momento che anche Microsoft sta dimostrando un certo interessamento per la cosa.
Da web marketer con esperienza sul campo questa è una di quelle cose che speri non accadano mai, ma purtroppo spesso la realtà ti contraddice. Del binomio advertising e applicazioni software avevo già parlato, in riferimento al business model Ad-Free che spesso e volentieri vediamo applicato sul web, ma mai nell’offline.
Tornando ad Adsense. La Spiceworks, startup (e credo rimarrà tale dopo questa furbata failure oriented) che produce un software gestionale browser-based, per l’inventario, rivolto ovviamente alle aziende, ha reso disponibile il download di tale prodotto gratuitamente. Chiunque recandosi sul sito di Spiceworks può testare con mano quanto dico. L’aspetto assurdo della vicenda è il guadagno (imprevedibile) che questa startup si augura di avere da Adsense.

Se ad esempio mentre controllo l’inventario cercassi "stampanti" (o qualunque altro prodotto), i box adsense mostreranno annunci contestualizzati (sempre che non vi capitino i Google Trivia). Solo che in questo sistema vedo diversi possibili limiti che ostano al suo successo. Vi elenco di seguito quelli che di getto mi vengono in mente:
- L’advertiser non sa che i suoi annunci compaiono all’interno di un software gestionale.
- Le risorse umane che all’interno di una qualsivoglia azienda si occupano della gestione dell’inventario sono finite (quindi non parliamo di grandi numeri, elemento questo di cui Adsense ha bisogno per produrre un elevato numero di click che producano revenue).
- Non è possibile pianificare o stimare un guadagno generabile da Adsense, in quanto sono troppe le variabili di cui il publisher non è a conoscenza.
- Solo perchè un’azienda che ha installato il programma e controlla l’inventario non vuol dire che debba acquistare.
- E’ altamente probabile che un’azienda che ha bisogno di rinnovare l’hardware (computer, stampanti o qualunque altro prodotto) acquisti all’ingrosso (cosa che Adsense non prevede) e non al dettaglio, e con tutta probabilità avrà già accordi ad hoc con i vari fornitori.
- A seguito di un click, il guadagno del publisher è calcolato secondo una percentuale derivante dal bidding dell’advertiser su una determinata keyword. Come è noto le keyword non hanno tutte lo stesso costo, quindi non generano tutte lo stesso guadagno (posto che non è nemmeno dato sapere ad un publisher quale annuncio è stato cliccato, così come un advertiser non sa quanto paga in piu’ o in meno un suo competitor).
- Sarebbero sempre le stesse classi di ip all’interno dell’azienda a cliccare sugli annunci (dato che un’azienda difficilmente avrà IP dinamici). Questo potrebbe fare insospettire i bot Adsense (vi ricordate la storia dei click fraudolenti?).
- Anche nell’ipotesi in cui a quegli annunci non venisse applicato il sistema Pay per Click, ma un sistema di Pay per Action o Pay per Lead, il sistema ‘a successo’ sarebbe ancora più fallimentare per la piccola startup.
Mentre mi domando quali siano questi grandi strateghi del marketing che consigliano alle startup un certo modus agendi, penso anche che la bolla di pochi anni fa e il crack delle newcos che ne è seguito non sia servita da esempio a nessuno o quasi.
Una volta si facevano i business plan. Ora si usa Adsense.


























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Pingback by » Guadagnare con Adsense - Marketing Routes — 1 August 2006 @ 18:36