25 July 2006
Le strategie di lancio prodotti del Googleplex
Ho sempre pensato che Google avesse imbroccato decine di insuccessi nel lancio di prodotti non legati al Search Engine per ‘malasorte’ o per qualche altro arcano, invece Marissa Mayer mi conferma che la strategia fallimentare di Google è frutto di una logica ben precisa. Riporto qui le dichiarazioni della giovanissima product manager di Google:
"We believe that we should be launching more products than what will ultimately become phenomenally popular. The way you find really successful new innovation is to release five things and hope that one or two of them really take off…We should be able to put products out there and, without a lot of promotion, a good product will grow. We like to put products out there early, see what users say about them, what additional features they’d like to see, and then build those out".
Lanciare 5 prodotti e vedere se qualcuno funziona? Adesso capisco perchè Google non abbia realizzato, da almeno cinque anni a questa parte, un prodotto non legato squisitamente alla search che sia degno di nota e che, se fosse stato lanciato da qualsiasi altra società sarebbe stato considerato una boiata. Internet è un mercato più difficile di quanto sembri per motivi che spesso non vengono considerati adeguatamente.

In internet, come nella Old Economy, non è difficile capire quello che funziona, ma è difficile realizzarlo e renderlo un prodotto di successo. Per esempio: le aste online sono sicuramente dei prodotti di successo, se realizzate con tutti i crismi. Google invece che cosa ha fatto? Ha detto che ci sono già ottimi siti (Ebay) che si occupano di aste online e che quindi non ha senso occuparsi di questo business, lanciando invece una nulliservice del calibro di Froogle, un servizio che non ha nessun senso e che stagna da anni nelle sottodirectory di Google.
L’acquisizione di Keyhole è stata un flop totale; il trasferimento degli Adwords sulla carta stampata è stata una barzelletta. Google Finance fa circa 400 volte meno traffico di Yahoo. Gtalk è usato 20 volte meno di Msn messenger. Google Analytics è il peggiore sistema di statistiche che abbia mai visto e gli unici che ne hano tratto vantaggio sono gli ex propritari di Urchin.
Google ha capito tempo fa che essere ‘solo’ un motore di ricerca è una strategia fallimentare e di questo sono convinto, da umile spaghetti webber quale sono. Penso che però sarebbe meglio per Google adottare un differente approccio. Per esempio, invece che buttare 10 prodotti sul mercato e vedere come vanno, sarebbe utile analizzare quali sono i prodotti che veramente funzionano e farli meglio degli altri. Veramente non è difficile, se poi consideriamo che Google ha il potere reale di spostare milioni di utenti al giorno su determinati servizi. Certo, se questi servizi sono scadenti, nonostante tutto il bene che vogliamo a Google, perchè dovremmo scegliere un prodotto meno efficiente di altri perchè è Google Branded?
Il potere del brand funziona sino a quando il prodotto è buono e la Mayer non ha ancora capito che lanciando prodotti alla carlona (tutto beta e poi vediamo che cosa dicono i nostri aficionados…) non si fa altro che danneggiare il brand originale (che in Google nasce con il motore di ricerca).
Ho preconizzato tante volte la ‘fine ingloriosa’ di Google, per motivi legati squisitamente alla logica di funzionamento del motore (che è una vergogna se consideriamo le potenzialità che Google ha non solo di fare un vero motore semantico, ma di migliorare anche la sua versiona atttuale, totalmente lessicale), ma devo ora riconoscere che questa immarcescenza è fortemente aiutata dalla mirabile strategia della Mayer che pensa di potere ‘sondare’ il mercato lanciando prodotti scadenti e non testati, ma soprattutto non ‘pensati’.
Google fra poco lancerà il radio advertising targettizato (Radio Adwords). Quando passi di fianco a un negozio di jeans, la radio ti ricorderà che hai bisogno di un paio di denim… Lo so già che questa è una boiata, tanti di voi lo sanno, perchè la Mayer et alii non lo capiscono? Il motivo è molto semplice: Google è nato ‘per caso’ e i suoi algoritmi hanno avuto successo solo perchè l’alternativa era, come direbbero gli yankee, ‘pure crap’.
Ora la Google View sarebbe quella di sfornare il maggior numero di prodotti e vedere che cosa ‘succede’. Lo so io che cosa succede… Il web è il mercato più difficile del mondo, perchè i concorrenti sono tutti 1 click apart e perchè un anno vale 20 anni della normale economia. Si sale velocemente e si scende ancora più velocemente.
La strategia attuale di Google (quantitativa e non qualitativa) è destinata a un sicuro insuccesso, perchè l’unico motivo per cui Google ha avuto successo è stato la sua maggiore efficacia rispetto ad altri concorrenti (Altavista, illo tempore).
Mayer, tentare nuoce e nuoce molto. Sarebbe meglio produrre dei prodotti buoni in partenza, senza dovere testare i limiti di sopportazione dei surfer. Arriverà un momento in cui tutti penseranno a Google come alla Fiat. Una grande ex società che ha avuto un grande successo in passato, ma che a furia di produrre prodotti scadenti si ritroverà con l’acqua alla gola, perchè il web va veolce e ci sono altri ‘around there’ che pensano che sia meglio lanciare un prodotto di successo piuttosto che ‘sondarlo’ con ripetuti fallimenti.
La Fiat ha impiegato un secolo per andare in crisi. In Internet sono sufficienti un paio di anni ;-).


























Concordo pienamente col tuo parere. Da troppo tempo Google continua a lanciare prodotti inutili, pensando che la dicitura “beta” faccia sentire gli utenti parte di una cerchia ristretta, di vip. Ma questa strategia può funzionare per 2-3 prodotti, dopo gli utenti mangiano la foglia e capiscono che il prodotto non diventerà mai definitivo, lasciano perdere e ritornano su servizi collaudati ed efficienti. Anche il danno al brand secondo me è consistente, sento sempre più persone che si stanno disaffezzionando a google. Chi vivrà vedrà…
Comment by Giulietto — 25 July 2006 @ 09:53