23 July 2006
Comunicati stampa: perchè, quando e come redigerli
Trattato l’ufficio stampa ora entriamo nello specifico e parliamo dello strumento principe di questo "reparto aziendale": il comunicato stampa (di seguito verrà spesso abbreviato in CS).
Punto primo per redigere un comunicato stampa è sapere come "vive e come pensa" il target di riferimento dei CS, ovvero i giornalisti. Questi vivono giornalmente in lotta con un aspetto fondamentale della loro carriera: il tempo. Inoltre ricevono decine e decine di CS al giorno da un numero di realtà le più disparate. Unite queste due cose dobbiamo quindi capire che: il giornalista ha poco tempo da dedicare ad ogni CS e soprattutto ne riceve molti. Risultato, dobbiamo "aiutare" il giornalista, dobbiamo rendergli la vita facile ma allo stasso tempo far in modo che legga e pubblichi proprio il nostro CS. Qui entrano in gioco l’esperienza e gli skill specifici (capite perchè dico che non ci si può improvvisare?).
La notizia quindi sulla quale creiamo il comunicato stampa deve avere delle caratteristiche (quasi) base:
- carica di novità e di singolaritÃ
- importanza pratica del fatto per la vita del pubblico
- possibili conseguenze sulla vita di ciascuno
- vicinanza fisica o psicologica
- impatto sulle emozioni e senso d’attesa
- carattere di esclusiva
Come confezionare la notizia in base a questi parametri ed in base alla scarsezza di tempo del giornalista? Secondo le care e (mai) vecchie 5 W della comunicazione: Who, What, Where, When, Why. Il comunicato dovrà quindi essere: breve, accurato, chiaro. Nello specifico: breve (massimo una pagina di word redatto con font 12), accurato (riportare nella testata sinistra la dicitura "comunicato stampa" per aiutare il giornalista a distinguerlo da un invito, da un evento etc e riportare nella testata destra la data. Il corpo dovrà avere le prime 2 righe destinate all’introduzione dell’azienda e poi "sparare" subito la notizia senza dilungarsi in dati di contorno che possono essere messi nel finale. Ricordiamoci che il giornalista ha poco tempo e non può leggersi tutti documenti sino alla fine per conoscere la notizia. Al termine, il CS, deve assolutamente riportare i dati dell’ufficio stampa che l’ha redatto e della persona incaricata ad essere il riferimento per i giornalisti che vorranno approfondire), chiaro (stile chiaro, costrutti semplici, sintassi all’americana tipica delle agenzie stampa, frasi chiare).
Last but not least, gli errori da evitare: sicuramente il proporre notizie di scarso interesse o pubblicitarie (ricordiamo che il CS non deve essere una pubblicità di un prodotto, ma un’informazione riguardo un prodotto), contattare più volte il giornalista di riferimento (sicuramente casserà ogni vostra comunicazione seguente) e soprattutto aggiungere in fondo ai comunicati stampa la dicitura "con preghiera di pubblicazione".
Quindi, a differenza della frequente esortazione con la quale termino i miei post a provare la strategia di turno trattata, riguardo i CS vi invito ad affidarvi ai professionisti perchè è l’unico modo per avere risultati tangibili. Per i non addetti ai lavori, quindi, quanto spiegato in questo post prendetelo come un… "notizie utili". ;)


























[...] Fare comunicazione, nel senso più antropologico del termine, vuol dire mettersi in contatto con una realtà "altra" esterna e/o diversa da noi (mi scusino gli antropologi per questa visione semplicistica e poco ortodossa), quindi un’azienda fa comunicazione per entrare in contatto col proprio target o comunque con il pubblico di riferimento. Come per gli uomini, così per le aziende, tutto ciò che si dice o che si fa "è Comunicazione", quindi dalla classica comunicazione diretta (comunicati stampa, eventi, news sul sito aziendale, pubblicità ) alla comunicazione indiretta (biglietti da visita, carte intestate, mail dei dipendenti, materiali e documenti per i clienti etc) tutto ciò trasmette qualcosa della nostra azienda verso l’esterno scatenando sicuramente dei sentimenti e delle reazioni nei nostri interlocutori. [...]
Pingback by » La comunicazione, i loghi, il rebranding, il web 2.0: ovvero un bel casino - Marketing Routes — 26 July 2006 @ 19:49