22 July 2006
L’Italia è in recessione economica. Ce lo dicono le strategie di marketing
Il sabato mattina ha il fascino unico del giorno dedicato al relax (più che la domenica a mio modo di vedere). Sveglia alle 09.00 - 09.15 (sono mattiniero, non mi piace stare troppo tempo inattivo), colazione tranquilla mentre si consultano le prime news in TV, poi giro in veranda ad assaporare l’aria ed a dare un’occhiata al cielo ("vizi" da velista) poi, in questa estate torrida, calzoncini, maglietta e scarpe da ginnastica e via a comprare circa tre quotidiani. Tornato a casa dall’edicola iniziano i "momenti migliori"; disteso in veranda, piedi sul tavolo (molto unpolite), due litri di succo di frutta ghiacciato e pronto ad immergermi nelle tre ore più rilassanti della settimana tra la lettura approfondita dei quotidiani e il completamento di qualche libro iniziato la settimana prima. (il sabato l’Internet moment inizia per l’ora di pranzo; mi voglio godere l’off-line!)
Questa mattina, quindi, mentre ero immerso in questa bolla atemporale che mi culla ogni sabato mattina, sfogliando un quotidiano, la mia attenzione viene colpita da una pubblicità che sicuramente mi ha fatto pensare…Contestualizzo il tutto. La campagna in questione riguarda un noto brand delle vacanze…"per mare". Nello specifico viene offerta (!?!) la possibilità di acquistare la propria vacanza non solo per il prossimo inverno, ma anche per la prossima estate (2007). Ora non sono io che sono un rompipalle ma qualcosa non mi torna. Iniziamo col dire che siamo ancora a Luglio e quindi comprare una vacanza per la prossima estate quando ancora devo godermi quella attuale mi suona quantomeno strano.
Ovviamente l’offerta si basa sul format oramai consolidato: "compra ora e risparmia" che tanto vediamo in giro sulle varie pubblicità. Tutto ciò si lega al titolo del presente post; infatti se importanti multinazionali hanno bisogno di attuare questo tipo di politiche vuol dire una sola cosa: che hanno bisogno di soldi, e subito. Io pago ora per una vacanza che beneficerò tra circa 14 mesi, intanto però le casse dalla mulitnazionale hanno sempre denaro "fresco" che a rotazione possono utilizzare per le proprie politiche commerciali. Nulla da eccepire sull’idea (non sono un economista, ma da un punto di vista economico ha sicuramente i suoi vantaggi), il problema, invece, è culturale. Per le aziende siamo diventati un target da spremere, ancora di più in un periodo di crisi economica mondiale. L’aspetto che più mi lascia pensare del dover comprare una vacanza a distanza di più di un anno è:
- perchè devo pagare con più di un anno di anticipo
- se mettiamo il caso tra un anno non ho più voglia di fare quel viaggio?
- perchè devo essere legato ad un "contratto" che mi costringe (indirettamente) a fare una cosa che magari fra un anno non mi attira più
- se nell’arco di quest’anno conosco qualcuno che magari mi parla benissimo di un altro tipo di vacanza?
Queste sono le prime obiezioni che mi verrebbero in mente qualora dovessi trovarmi a dover scegliere questo tipo di vacanza; perchè a mio modo di vedere il sentire il peso di precontratti e di vincoli anche per quanto riguarda un’esperienza che dovrebbe essere rilassante come le vacanze provoca il disagio che affligge la moderna società: lo stress.

























