19 July 2006
Web Semantico: I webmaster sono degli incompetenti; parola di Google
Non so quanti hanno letto in queste ore la notizia secondo cui Google, nella persona di Peter Norvig, (Director of Search) ha affermato che “i webmaster sono degli incompetenti”. Alcuni di voi si domanderanno che relazione possa intercorrere tra web semantico e l’incompetenza dei webmaster di tutto il mondo. Per contestualizzare, il monito è stato lanciato in occasione di una conferenza tenutasi a Boston, sponsorizzata dall’American Association for Artificial Intelligence (AAAI) per dibattere l’annoso tema del web semantico. A tale conferenza ha preso parte anche Tim Berners Lee, direttore del World Wide Web Consortium che già nel ‘99, poco dopo la nascita di Google, esponeva la sua visione di web semantico :
"I have a dream for the Web in which computers become capable of analyzing all the data on the Web – the content, links, and transactions between people and computers. A ‘Semantic Web’, which should make this possible, has yet to emerge, but when it does, the day-to-day mechanisms of trade, bureaucracy and our daily lives will be handled by machines talking to machines. The ‘intelligent agents’ people have touted for ages will finally materialize".
Come penso anche voi, sono rimasto basito dall’affermazione così forte che Norvig ha espresso (ve lo ricordate il Don’t be evil? Hihihihi), e a pensarci bene un intervento a livello di PR per salvare la faccia a seguito di una così rovinosa gaffe ancora non c’è stato. Inutile dire che sarebbe il caso che questo avvenisse il prima possibile, se non altro per ‘parare’ notevoli danni di immagine che questo causerà al big della Montagna con Vista a cui peraltro gli scandali negli ultimi mesi non sono mancati, oltre a essere stati piuttosto rumorosi e di bassa lega (primo fra tutti il Click Fraud del sistema Adwords, poi gli annunci pedopornografici e tanti altri a seguire…)
Cerchiamo di comprendere l’assurdità di quanto affermato da Peter Norvig, che suona più come un voler lanciare la patata bollente su terzi per distogliere l’attenzione sulla carente qualità del search offerto. A un’occhiata superficiale potrebbe apparire che di ‘cose’ nel Plex ne sono state fatte moltissime. In parte è vero, ma si tratta di ‘passi avanti’ quantitativi e non qualitativi. Tornando all’intervento del Director of Search:
"What I get a lot is: ‘Why are you against the Semantic Web?’ I am not against the Semantic Web. But from Google’s point of view, there are a few things you need to overcome, incompetence being the first," […] Norvig clarified that it was not Berners-Lee or his group that he was referring to as incompetent, but the general user. "We deal with millions of Web masters who can’t configure a server, can’t write HTML. It’s hard for them to go to the next step."
Adesso tenendo a mente il virgolettato che avete appena letto, date uno sguardo alle guideline per webmaster che da anni Google suggerisce di seguire, in modo da aiutarlo a superare i suoi limiti sostanziali e a migliorare il search (che però sta inchiodato ad un mattino di 7 anni fa).
Se date una letta a quelle linee guida (che comunque aiuteranno forse alcuni di voi a non incappare in penalty da parte del motore) noterete come non vi sia menzione alcuna al web semantico né a dettami tecnici per qualsivoglia webmaster che sarebbe utile seguire affinchè il tanto agognato passaggio dal significante al significato possa avvenire, grazie al supporto dei minus habens che popolano il web.
Il senso che traggo da quelle guideline (peccato che Google si fermi al lessico) è piuttosto: abbiamo un motore che funziona in un certo modo; non siamo in grado di gestire l’informazione mondiale (e quindi fare fede alla nostra mission?) se voi webmaster non costruite le vostre pagine come serve a noi…
Inoltre il considerare degli incompetenti i webmaster, cozza un po’ con quanto affermato sempre da Norvig, in un altro passaggio del suo discorso quando sostiene che la transizione al web semantico non solo è difficilmente realizzabile per incapacità dei webmaster, ma anche per il fatto che Google quotidianamente lotta contro coloro che avendo compreso i loro algoritmi, riescono a ‘ingannare’ il motore di ricerca (mmmm ma allora non sono proprio tutti incapaci questi webmaster…) :
“We deal every day with people who try to rank higher in the results and then try to sell someone Viagra when that’s not what they are looking for.”
Morale della favola, se pensate di trovare contenuti scritti da Google sul Web Semantico, sulle sue pagine non troverete nulla se non un accenno al semantico utilizzato dal programma ‘Adsense for domain’ dedicato ai domini parcheggiati, se non in pagine di rimando contenute nella ‘sua’ directory (che poi è il clone meno aggiornato di DMOZ) che nulla hanno a che fare con Google e la sua mission.
Magari la prossima volta un po’ di autocritica….
Se vi interessa apporofondire il tema del web semantico, potete chiedere a Federico (il nostro guru della semantica), oppure recarvi sul sito del W3C o anche consultare Wikipedia. Up to you!


























Non vorrei passare per avvocato di Google ma:
- google sta inchiodato (?) a 7 anni fa, così come lo sono msn, yahoo e ask
- google non ha un *vero* motore semantico per il web perchè non esiste un *vero* web semantico; anche se qualcosa di semantico Google ha cercato di proporlo: GoogleBase
—
Secondo te quali sono i suggerimenti che Google dovrebbe dare ai webmaster per spingerli verso il web semantico?
—
E se il (IMHO solo presunto) atteggiamento anti-semweb di Google fosse in qualche modo “strategico”? Google è leader nelle ricerche lessicali; perchè dovrebbe favorire lo sviluppo di una nuova tecnologia che potrebbe anche rappresentare la fine della sua leadership? (con ciò non voglio dire che un eventuale atteggiamento di questo tipo sia positivo, anzi …)
Una cosa “semantica” di successo abbiamo visto negli ultimi tempi: RSS. Nella ricerca negli RSS, Google ha visto nascere forti competitori (vedi Technorati).
Comment by bobo — 19 July 2006 @ 18:11