15 July 2006
Pubblicità progresso
Sui blog in giro per la rete si legge spesso in merito all’interattività delle pubblicità, intesa come quel procedimento che
permette a me utente di non subire soltanto il messaggio ma di poter, non solo dire "la mia" ma, a volte, anche di modificare o di creare addirittura una campagna in piena regola. E’ sicuramente una forma di comunicazione coinvolgente perchè ci permette di ridurre quella distanza tra l’emittente (l’azienda che produce la campagna) ed il ricevente (noi). In questo modo si abbandona quel sistema di "trasmissione" tipico del secolo scorso tutto incentrato sul soggetto emittente e che vedeva il ricevente semplice "bersaglio" del messaggio (teoria ipodermica della comunicazione). In altre parole è il sistema broadband.
L’interettività tra i due sitemi (emittenti e riceventi) mina il potere del primo e ne riduce la portata, senza però mai invertire il flusso di comunicazione. Questa è già una conquista, piccola, ma una conquista. Però questa strana interattività, ha un problema; è mono-mediatica, cioè può vivere (al momento) solo sul web, unico mezzo che permette a chiunque di avere la famosa "voce in capitolo".
Girando per la rete ho trovato un’altra forma di interattività pubblicitaria. Questa volta non c’è un emittente ed un ricevente ma un emittente ed un soggetto "a coronamento" e quest’ultimo è l’elemento natuarale forse più potente, il sole. Infatti riprendendo la geniale idea di alcune popolazioni dei secoli passati che grazie ad un cerchio ricavato nel terreno, un palo ed al sole riuscivano a capire il passaggio delle ore e delle stagioni (in fondo come si dice spesso, non si inventa mai nulla, ma è tutto un reinventare e riciclare), la McDonald’s ha disposto questo billboard in modo tale che, grazie alla presenza di un’asta con il logo di McDonald’s, venga proiettato lo stesso logo sul billboard "consigliando", in base all’orario che tipo di menù scegliere.
L’idea è dell’agenzia Leo Burnett di Chicago.

























