5 July 2006
La strada “evil” della blogosfera
Tutti i blogger sono concordi nel sostenere che grazie ai blog si è avuta una rivoluzione dell’informazione e (forse) si è arrivati a quella democratizzazione dell’informazione tanto auspicata sin dall’inizio secolo, quando l’informazione era unicamente fondata sul sistema: uno —> molti. La polarizzazione della cultura e della comunicazione raggiunta attraverso l’uso dei blog sta raggiungendo dimensioni ragguardevoli, proprio ieri leggevo che in Giappone sono attivi più di 8 milioni di blog (lo scorso anno erano poco più di 3 milioni), lo scorso Marzo il Washington Post ha tagliato buona parte dei giornalisti della propria redazione, puntando su un circuito di blogger locali che, proprio per il fatto di essere "locali", possono avere accesso ad una gran quantità di informazioni risparmiando quindi i soldi per i giornalisti, le trasferte, la diaria etc.
Questa esplosione in piena regola ha portato, incontrovertibilmente, al fatto che blog diventasse sinonimo di cool, ma anche di trend, per dirla in modo più diretto che diventasse una moda; ecco quindi che c’è un gran numero di blog che viene aperto e poi dopo "l’infatuazione iniziale" del primo mese viene lasciato morire in balia dei flutti del web. La deriva successiva a questa "malsana" abitudine l’ho letta oggi sul BusinessWeek che mette in evidenza il fatto che ci sono molti blogger (e non so se li posso ancora chiamare tali) che, accettando di entrare in una sorta di circuito, accettano di farsi pagare per fungere da "moltiplicatori e diffusori di informazioni promozionali".
E’ chiaro che per un’azienda risulta più intrigante essere citata in un blog che apparire nei classici banner, l’aspetto triste è tramutare l’informazione in promozione.


























[...] Proprio ieri parlavo delle pericolose derive prese dalla blogosfera a causa dell’esplosione della moda "blog", oggi mi imbatto in una news che testimonia che quando c’è da guadagnare sia economicamente che da un punto di vista d’immagine tutti sono pronti a lanciarsi nel fuoco. [...]
Pingback by » AAA offresi piattaforma per blog - Marketing Routes — 6 July 2006 @ 21:45