4 July 2006
Chi dice che lo spam …non è delicious?
Mi ero ripromesso un paio di settimane fa di procedere ad una segnalazione di carattere informativo, l’ennesima, sullo spam ai motori di ricerca, fenomeno non nuovo certo, ma che sembra tutt’altro che un trend passeggero, peraltro non più esclusiva di qualche minorenne dell’est europeo (ce n’è anche qualcuno nostrano ma è meglio non fare nomi e cognomi) particolarmente abile.
Ora anche altri noti big si sono prestati penosamente a questa pratica. Come diceva qualcuno, basta poco che ce vo’.
Qualche tempo fa parlai di Comundo.it, lo spam engine di Lycos peraltro realizzato malissimo e che per fortuna non era in grado di sconfinare nel top ranking (volutamente non entro nell’aspetto SEO della cosa in modo da non agevolare nessuno su come rimediare alle pecche).
In tempi recenti parlai del mio amatissimo Craigslist.org che, pur non essendo un motore di ricerca, ma piuttosto una delle più importanti community che ci sono oggi online, intasava anche lui le pagine dei risultati di Google. Inutile dire comunque che non sono i soli. Le segnalazioni sono diverse, nella speranza che migliori qualcosa nella qualità del search. Cominciamo dall’insospettabile Technorati che è quello ‘mascherato’ meglio.
Già da diversi mesi infatti Technorati ha cominciato ad ‘ottimizzare’ le sue pagine di risultati (per dovere di cronaca anche Feedster fa la stessa cosa) dedicati ai tag, per farle indicizzare a Google, che ovviamente non si accorge del trick (ma non avevano il Trustrank loro? Già forse proprio per quello abbiamo ora questi fenomeni).
Comunque il problema di Technorati è serio per diverse ragioni, la prima delle quali è che ormai rappresenta un nome nella blogosfera, tracciando quasi 40 milioni di blog, e già questo dovrebbe farvi temere per un intasamento delle serp ben oltre l’over quota. A questo leghiamo un altro fenomeno.
E’ noto che alcuni domini sul web, come già feci presente illo tempore, sono preferiti ad altri. Technorati è esattamente uno di quelli ed è anche questa una delle ragioni per cui non è ancora stato bannato dall’indice di Google (nè lo sarà mai).
Steve Rubel non avendo esperienza in fatto di motori di ricerca, ingenuamente considera positivamente il fenomeno in chiave comunicativa e non ne intravede il problema, sostenendo addirittura che: "it’s much easier to find relevant blog conversations right from Google."
Vorrei tanto capire come mai se una conversazione offerta da un blog è tanto rilevante, l’arbitro di ciò che rileva nell’indice di Google debba essere Technorati. Aggiungo che questo di Technorati è un trucchetto a buon mercato per ricevere traffico a costo zero. La cosa bella poi è che, trattandosi di pagine dedicate ai tag, non è difficile che noti brand beneficino di una ingiustificata presenza al top dei risultati all’interno del Google index.


Il paradosso che molti, non so perchè, non notano (e ancora meno denunciano) è che non ha senso che un motore di ricerca abbia il proprio db all’interno di un altro. Questa pratica disdicevole oltre a intasare poi non apporta nessun beneficio alla navigazione di un utente.
Mettendo ora da parte T’rati, ora mi interessa farvi sapere anche questo. Anche i sistemi di news di Google e Yahoo sembrano essere nelle mire dello spam.


La cosa in questo caso è più grave che nei precedenti casi segnalati. Perchè se pure è possibile sfruttare certe falle di un algoritmo, meno semplice dovrebbe essere sfuggire al controllo editoriale umano. E’ vero che i sistemi di news dei 2 big sono gestiti da un software che pesca le più rilevanti, ma altrettanto vero è che per finire in quei sistemi, c’è un preventivo check di ‘qualità’ ad opera di persone in carne ed ossa.
Accade ad esempio che su Yahoo News, un ex portale italiano, da diverso tempo tramutatosi in un parked domain, riesca ad intasare anche la ricerca di news, piazzandosi (in data 30 giugno 2006) al top dei risultati per la keyword "ringtones". Situazione analoga su Google News (sempre nella stessa data e sempre per la stessa keyword); cambia solo il responsabile che questa volta è Vibe.
MSN News, fortunatamante non sembra soffrire questi problemi. Concludo segnalandovi l’ultimo, Del.icio.us, che non meno di altri consente il crawling delle proprie pagine. Per certi versi qui è ancora peggio, in quanto il social bookmarking (oltre ad avere poco senso per me), quando si fa indicizzare non è foriero di valore aggiunto, ma solo di una sfilza di link privi di descrizione, che per il navigatore sono solo un nonsense.
La condivisione vale infatti quando è richiesta e ristretta entro una cerchia prestabilita dallo user, non certo quando è imposta. Perchè in questo caso si chiama SPAM. Mi domando come mai queste info le dobbiate apprendere da me (e da pochi altri) che sono solo un povero spaghetti blogger e chi viene considerato un punto di riferimento, più o meno giustamente, certe verità non le diffonde mai. Stranezze del web.


























[...] C’è chi crea qualche piccolo spam-engine, chi diventa famoso e poi fa spam nelle Serp, chi sta per fallire e spamma, ma c’è chi è davvero forte e ci va pesante. Un motore di ricerca che cerca di apparire nelle SERP di altri motori di ricerca è spam…continua Vuoi ricevere gratis le ultime novita’ di Wmtools? Lascia qui la tua email… Tuo Nome E-mail [...]
Pingback by » Lo spam da Serie A - Web Marketing e Posizionamento — 4 July 2006 @ 12:53