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2 July 2006

Social Network: punti di forza e debolezza

Social NetworkE’ ormai diverso tempo che il fenomeno dei social network è esploso. Ciò nonostante non mi era ancora capitato di trovare delle riflessioni così lucide sul tema. In sostanza vengono analizzati i pro e contro dei social network. Come e quando questi possono avere successo, e come possono fallire.

Ci tengo a precisare che queste riflessioni che ho avuto modo di leggere sul successo o l’insuccesso di un social network così come sui suoi limiti, non hanno un taglio business oriented, non si fa menzione di ROI, quale tipo di advertising converte meglio e in che occasione etc…, quindi non si parla di come far rendere un social network da un punto di vista squisitamente economico.

L’approccio alla forza o alla debolezza di queste reti sociali è piuttosto di tipo strutturale. Anche questo è un aspetto che mi ha fatto riflettere e mi ha dato conferma di alcune cose che mi frullavano per la mente già da tempo.

In sostanza i social network, una delle più elevate espressioni dello user generated content, non sono a mio avviso macchine per far soldi. Il motivo è tanto semplice quanto di difficile risoluzione. Mi spiego meglio: all’interno di un social network (vedi ad esempio Orkut, Friendster etc..) coesistono 2 elementi contemporaneamente: l’individuo e la massa, o meglio ancora, il singolo e la sua rete di relazioni. Inoltre un social network, proprio per il modo in cui viene impostato, è un sistema chiuso, almeno online (sei parte di una rete sociale solo se sei iscritto al network) che peraltro non interagisce con altri.

A questo aggiungiamo il fronte dello user generated content, ossia quella parte di informazioni (testuale, audio, video, immagini etc..) prodotta dall’utente di un network all’interno del proprio ’spazio’, che in questo caso, avrà un taglio assolutamente personale, senza un filo conduttore particolare, se non la complessità o la semplicità data dall’individuo stesso.

Il limite dell’aspetto pubblicitario poi va ovviamente oltre. C’e’ da considerare il fatto che in un social network, la rete di relazioni mediamente abbraccia qualunque fascia di età, qualunque sesso, qualunque nazione, qualunque cultura.

Infine un ultimo punto. I Social Network, mediamente contano milioni di individui sparsi per il pianeta. La pubblicità che funziona, abbiamo visto essere quella contestuale, il cui limite pero’ su una così larga scala di elementi, è la sua incapacità di targettizzare. Il contextual advertising è un modello che funziona quando non solo sa integrarsi rispetto alle informazioni trattate (che devono per forza essere altamente settorializzate e specifiche e in un social network assolutamente questo non avviene, per il motivo che ho spiegato prima in merito allo spazio occupato dall’individuo), ma anche quando altri due elementi coesistono: il primo è la capacità dell’advertiser di saper convertire, il secondo è la quantità e qualità di advertiser di cui il sistema contestuale si dota. 

Per ora, il business model (fallimentare sotto questo aspetto) è sostenuto grazie ai business angels, che foraggiano continuamente progetti, ma che sono ben lontani dal rientrare dei soldi investiti, in quanto una rete di relazioni così complessa non è in grado di autosostenersi producendo revenue.

Ora, tornando ai punti di forza e debolezza di un social network, tra gli elementi che possono determinarne il successo c’è la loro natura virale, la possibilità di sviluppare la propria identità online, accrescimento del proprio sapere (su questo aspetto discordo in quanto generalmente in un social network non si approfondisce nessun tipo di topic specifico), la necessità di un individuo di condividere e relazionarsi agli altri.

Tra i punti di debolezza di un social network invece troviamo problemi di privacy, mancanza di sistemi che ricompensino o penalizzino un membro del network, la mancanza di un vero contesto, mancanza di integrazione con altre applicazioni, mancanza di interoperabilità.

Concludendo, anche qui troverete degli spunti di riflessione degni di nota su come mantenere vivo l’interesse dei membri di un social network, una volta che l’entusiasmo iniziale determinato dall’esserne parte è stato superato.

Social Bookmarking
blinkbits  BlinkList  blogmarks  co.mments  connotea  del.icio.us  De.lirio.us  digg  Fark  feedmelinks  Furl  LinkaGoGo  Ma.gnolia  NewsVine  Netvouz  RawSugar  Reddit  scuttle  Shadows  Simpy  Smarking  Spurl  TailRank  Wists  YahooMyWeb 

[...] Un’altra ragione della sua forza è determinata dalla sua autonomia. A differenza di quanto accade con altri competitor come Google o Yahoo, che hanno lanciato servizi che sono un’accessoria e ‘dipendente’ estensione del search, Youtube non dipende da nessun altro se non da sé stesso. Non è altro se non un servizio di video broadcasting & sharing che ha, anche per questo, una forte propensione a fidelizzare i propri utenti e a generare in loro il famoso buzz. Il passaparola capillare porta a costruire intorno a Youtube una community in costante crescita che ha molto del social network, oltre a tutti gli strumenti che YT mette a disposizione (My Videos , My Favorites, My Friends, My Inbox, My Subscriptions, My Playlists, My Groups, My Profile) per agevolare questi processi.. [...]

Pingback by » Ricerca Video: Youtube leader indiscusso dei video online - Marketing Routes — 18 July 2006 @ 14:52

[...] Stando ad alcuni dati rilasciati da Nielsen Netratings nella giornata di ieri, 5 dei 10 principali brand online (vedi tabella sotto)con maggiore tasso di crescita, provengono da siti e social network chiaramente votati allo user generated content, alla condivisione di foto, al video sharing passando per i blog. [...]

Pingback by » Brand Online e User Generated Content - Marketing Routes — 11 August 2006 @ 17:02

[...] Social Network: punti di forza e debolezza [...]

Pingback by Social Network per malati di cancro — 7 September 2006 @ 10:46

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