2 July 2006
B[log] of the Week: [Mini]marketing, il blog del marketing minimale
Questa settimana Marketing Routes passa in rassegna [Mini]marketing, il blog del marketing minimale di Gianluca Diegoli (confesso che è uno dei miei preferiti) che ce lo presenta e con l’occasione ci racconta anche un po’ di lui:
[mini]marketing nasce – quasi per scherzo – due anni fa, ruminando le parole minimarket, minimale e marketing, che rappresentavano idealmente il perimetro di ciò che mi sarebbe piaciuto scrivere. Sentivo di dover partire (a scrivere), senza sapere dove sarei arrivato.
[mini]marketing è a tutti gli effetti un blog personale, ma che riguarda solo una parte di me, ovviamente quella che scruta nel marketing, (quindi niente foto di famiglia, niente opinioni politiche o cestistiche).
E in particolare riguarda le mie convinzioni sul marketing, più o meno queste:
- tentare, nei ritagli di tempo, di far evaporare e falsificare sistematicamente un pochino ogni giorno di tutto il bla bla bla che mi avevano insegnato a scuola e che si respiravo in molti comunicati stampa di qualche anno fa;
- [mini]marketing come versione personale dell’underground marketing (chi lo chiama ecologico chi sostenibile chi neo marketing ma è sempre la stessa cosa: una nuova forma (di vita) di marketing, non più inteso come metodo di circonvenzione degli incapaci, ma come elemento di miglioramento della qualità della vita, pensato per le persone, dalle persone e con le persone, cercando di dimostrare che -alla fine- ciò conviene anche alle aziende; internet è al centro di tutto questo, ma appunto per questo deve ricordarsi sempre di avere la realtà attorno. Insomma, il mini-neo-ecologico-marketing è come il fratello buono del marketing, o almeno quello che almeno ci prova, ad essere buono;
- inoculare sperimentalmente dosi di marketing in cose, luoghi, umani, animali e mostri che ne avrebbero certo fatto volentieri a meno. Il marketing è in sostanza scambio+comunicazione, e come tale, allo stato puro, puo’ essere applicato un po’ a tutte le cose.
Insomma, è un blog scritto su di un confine labile, in bilico tra il rifarsi a Stefano Benni, Easton Ellis e Seth Godin, ma a volte più vicino ad un Villaggio-marketing (inteso sia come Paolo, che come quello Globale, che come quello tipico della bassa padana).
Chissà perché tante persone (circa 350 al giorno, solo con i feed!) lo prendono sul serio. Forse proprio perché sembra poco serio, e a volte le idee che passano per il surreale, la metafora o l’assurdo si leggono più volentieri.
Non so se alla fine qualcosa di buono ne rimarrà e finché avrò la voglia di scrivere la saga del [mini]marketing. Ma fosse solo per la recensione di Fabio De Luca, ne è forse valsa la pena.
"He’s like David Bowie in 1974, if David Bowie wrote about minimal forms of marketing and how to be headhunted for *really* cool jobs, instead of starmen waiting in the sky…"
Non ho capito cosa intenda, ma mi sembra bellissima.
Due parole su di me, per finirla qui.
Faccio il marketing e product manager da circa 10 anni, un po’ online, un po’ offline. Sono uscito vivo dalla Bocconi. Uso internet dal 1995, ma ammiro quelli che la odiano. Amo lo spam, leggo sempre i pieghevoli dei supermercati, sperpero le autorizzazioni al trattamento dei dati personali e adoro testare il supporto clienti.


























Sono un suo estimatore. Ha l’autorevolezza di chi non si prende troppo sul serio.
Sottoscrivo.
Comment by Tacus — 3 July 2006 @ 10:58