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Comunicati stampa - introduzione »

1 July 2006

Greetings from Italy

Qualcuno di "quelli" bravi dice che guardando la TV ogni qual volta si viaggia in un Paese straniero si possono capire gli usi ed i costumi di quella determinata cultura, apprendendo il "sentire comune", il grado di libertà, i gusti ed i linguaggi comunicativi. Devo ammettere che personalmente non guardo molta TV, però ho "sperimentato" l’usanza di studiarla ogni qual volta arrivo in un albergo di qualche Paese al di là delle Alpi e del Mar Mediterraneo e devo dire che come tecnica pseudo antropologica di osservazione partecipante ma vicaria (è un ossimoro ma rende l’idea!) funziona.

Mi sono messo nei panni quindi di uno straniero che in questo periodo di gran caldo ha scelto la nostra penisola per passare le vacanze. Un paio di giorni fa, dopo una delle tante partite del Mondiale, mi sono messo fino a circa le 24.00 a non solo vedere ma ad osservare la "mia" TV portando avanti una sorta di studio comunicativo/antropologico/pubblicitario. Allora questi i dati: sul totale delle pubblicità "studiate" la parte da padrone la fanno quelle automobilistiche (come già notato un altro post) e aziende del comparto alimentare; a seguire in "ordine di apparizione" le compagnie telefoniche, carte di credito e similari, abiti, apparecchi elettronici (Tv, cellulari, etc).

Ora quindi mi viene da dire: allora l’Italiano con lo stipendio mensile deve comprarsi una macchina (da almeno 20.000 € pagabile comodamente in 7 anni!), poi deve mangiare (e tanto), poi deve telefonare (il più possibile tanto le tariffe sono "quasi" gratis!), inoltre deve spendere usando le carte di credito (e la parola credito compresa nel nome dovrebbe già spaventarci, perchè se i soldi sul conto sono i miei chi è che mi fa credito?!?) infine dobbiamo vestirci di "grandi firme" nel mentre telefoniamo (vedi le tariffe di prima) con i telefonini sempre nuovi e di ultima generazione comprando un Tv al plasma che non possiamo permetterci (ma qui ri-entra in gioco il "credito" e le "comodissime rate").

La cosa mi ha fatto pensare e molto; perchè se a questo ci aggiungiamo anche "la qualità" dei programmi che notoriamente girano sulla nostra TV mi chiedo cosa possa pensare il turista straniero che all’inizio di questo post ho metaforicamente tirato in ballo.

Meno male che tra paesaggi e monumenti, che il nostro Paese regala, al turista straniero non interessa vedere la TV italiana…

…bella salvata!

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Ciao, posso fare una considerazione provocatoria?
Quand’anche questa fosse la reale fotografia delle spese dell’italiano medio, perché dovremmo in qualche modo “vergognarci” (alcuni programmi televisivi a parte per i quali convengo con te: sono vergognosi).

p.s. complimenti a tutti gli autori, vi seguo da poco ma giorno dopo giorno non perdo un post…siete dei PROFESSIONISTI!

Comment by Caterina Dipino — 1 July 2006 @ 23:03

Ciao Caterina,

intanto ti ringrazio a nome di tutti gli autori di marketingroutes.com per i complimenti.

Torno a “noi”. Come hai giustamente notato il mio post non è, ovviamente, una reale fotografia del paese e prendendo in prestito una tua espressione, il presente articolo è stato più che altro una mia considerazione provocatoria della società che mi circonda e che vedo veicolata dai mezzi di comunicazione.

Sicuramente non c’è nulla da vergognarsi ma sicuramente qualcosa su cui ragionare. In quelle due ore di “studio” ho rivissuto la realtà che vivo quotidianamente: con persone interessate ad investire in auto, il più delle volte, di valore superiore alle proprie “entrate”, disposte ad inseguire le mode “tecnologiche” di telefonini che sembra facciano tutto e l’azione principale per la quale era stati prodotti, il telefonare, passa in secondo piano. Si comprano vestiti “cool” per non essere “out”; si va in palestra perchè prima mangiamo quello che le pubblicità ci “consigliano” poi però dobbiamo fare i conti con la pubblicità successiva che ci propina modelli super-sportivi e decisamente “omologati”; della serie “one fits all”.

In giro per l’Europa, oramai nostra realtà di riferimento, le priorità “cultural-sociologiche” sono diverse; dove sembrano uguali dobbiamo considerare la diversa estrazione culturale dei diversi popoli.

A presto rileggerti ;)

Comment by Andrea Signori — 2 July 2006 @ 17:22

Fratè hai sempre ragione: l’italiano medio è un coglionazzo alla fantozzi!
Vedere le priorità degli acquisti mi fa rabbrividire…. Se invece dei telefonini (che non sanno usare xchè incapaci di tradurre le istruzioni) comprassero libri o giornali l’italia sarebbe un paese migliore.
Se fossero capaci di usare internet e non i numeri trovatutto (1288 e figli) il “nostro” settore sarebbe molto più apprezzato e ben pagato.

Comment by Fabio — 3 July 2006 @ 10:10

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