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	<title>Comments on: Google Pay per Action. Sogno o illusione?</title>
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	<description>Marketing, Comunicazione e Advertising</description>
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		<title>By: Motori-di-ricerca-Web-usability-Distruzione-grafica-Web-(sites)</title>
		<link>http://www.marketingroutes.com/2006/06/28/google-pay-per-action-sogno-o-illusione/comment-page-1/#comment-58738</link>
		<dc:creator>Motori-di-ricerca-Web-usability-Distruzione-grafica-Web-(sites)</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 00:46:18 +0000</pubDate>
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		<description>[...] che se non ci fossero state soluzioni di contextual adv, le vacche magre sarebbero morte grazie al pay per action (che purtroppo ora, invece di fargli i funerali, qualcuno vuole riportare in [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] che se non ci fossero state soluzioni di contextual adv, le vacche magre sarebbero morte grazie al pay per action (che purtroppo ora, invece di fargli i funerali, qualcuno vuole riportare in [...]</p>
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		<title>By: Programmi di affiliazione e cancellazione dei cookie</title>
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		<dc:creator>Programmi di affiliazione e cancellazione dei cookie</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Sep 2006 12:41:47 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Google pay per action [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Google pay per action [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: &#187; Performance Based Marketing vs. Fixed Costs - Marketing Routes</title>
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		<dc:creator>&#187; Performance Based Marketing vs. Fixed Costs - Marketing Routes</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 15:57:01 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Il concetto del Performance Based Marketing prevede dei pagamenti fatti a revenue share, la formula tradizionale sulla quale si basa il PPA – Pay Per Action. Ogni qual volta riesco a generare una vendita tramite un utente arrivato sul mio sito tramite un link on un adv ospitato su un sito affiliato, corrisponderò a quest ultimo una percentuale sull’ammontare della vendita effettuata. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Il concetto del Performance Based Marketing prevede dei pagamenti fatti a revenue share, la formula tradizionale sulla quale si basa il PPA – Pay Per Action. Ogni qual volta riesco a generare una vendita tramite un utente arrivato sul mio sito tramite un link on un adv ospitato su un sito affiliato, corrisponderò a quest ultimo una percentuale sull’ammontare della vendita effettuata. [...]</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: &#187; Guadagnare con Adsense - Marketing Routes</title>
		<link>http://www.marketingroutes.com/2006/06/28/google-pay-per-action-sogno-o-illusione/comment-page-1/#comment-1197</link>
		<dc:creator>&#187; Guadagnare con Adsense - Marketing Routes</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Aug 2006 16:46:44 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Google Pay Per Action          Social Bookmarking &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; &#160; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Google Pay Per Action          Social Bookmarking &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; [...]</p>
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	<item>
		<title>By: Filippo Ronco</title>
		<link>http://www.marketingroutes.com/2006/06/28/google-pay-per-action-sogno-o-illusione/comment-page-1/#comment-539</link>
		<dc:creator>Filippo Ronco</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2006 10:39:18 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Federico, complimenti, sai che su questo argomento la vediamo nello stesso identico modo.
Posso dirti con certezza che la scelta che Google dovrebbe fare per rendere felici i wemaster e quindi garantirsi flusso gli spazi adeguati per la crescita del suo business con adwords è proprio quella di rinunciare al ppa e di affiancare al cpc che già lavora meglio di qualsiasi altro tipo di sistema analogo attualmente disponibile sul mercato, il tanto bistrattato cpm. Non c&#039;è webmaster che non farebbe carte false per poter essere pagato &quot;anche&quot; così.

Il cpa potrei concepirlo solo ed esclusivamente se interpretato come dice Paolo, e quindi attraverso criteri che ne consentano l&#039;uscita sul sito del publisher solo nel caso in cui il sistema abbia calcolato che il publisher ci guadagnerebbe di più. In questo senso andrebbe bene anche perché il publisher ha sempre la garanzia che anche google ci deve guadagnare quindi se non si vende nulla - in teoria - non guadagna nulla pure google.

Ma a conti fatti, con la lunga esperienza di tradedoubler, il ppa è vincente solo ed esclusivamente per l&#039;advertiser. Non lo è in modo assoluto per il webmaster / publisher. 

Considerate poi un dato.
Il ppa non è più pubblicità è un&#039;altra cosa, molto vicina all&#039;intermediazione ed al rapporto di agenzia. Secondo me molto spesso anche da voi esperti le due cose vengono messe sullo stesso piano ma a mio avviso è un errore madornale. Non si può parlare di ppa come di pubblicità. Non nel senso in cui la pubblicità va intesa e cioè come investimento di rischio per l&#039;advertiser a fronte di un vantaggio più o meno aleatorio. La rete offre già numerosi strumenti che altri media non offrono, uno per tutti, la possibilità di misurare le campagne.

Che diavolo c&#039;entra il ppa con la pubblicità !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Federico, complimenti, sai che su questo argomento la vediamo nello stesso identico modo.<br />
Posso dirti con certezza che la scelta che Google dovrebbe fare per rendere felici i wemaster e quindi garantirsi flusso gli spazi adeguati per la crescita del suo business con adwords è proprio quella di rinunciare al ppa e di affiancare al cpc che già lavora meglio di qualsiasi altro tipo di sistema analogo attualmente disponibile sul mercato, il tanto bistrattato cpm. Non c&#8217;è webmaster che non farebbe carte false per poter essere pagato &#8220;anche&#8221; così.</p>
<p>Il cpa potrei concepirlo solo ed esclusivamente se interpretato come dice Paolo, e quindi attraverso criteri che ne consentano l&#8217;uscita sul sito del publisher solo nel caso in cui il sistema abbia calcolato che il publisher ci guadagnerebbe di più. In questo senso andrebbe bene anche perché il publisher ha sempre la garanzia che anche google ci deve guadagnare quindi se non si vende nulla &#8211; in teoria &#8211; non guadagna nulla pure google.</p>
<p>Ma a conti fatti, con la lunga esperienza di tradedoubler, il ppa è vincente solo ed esclusivamente per l&#8217;advertiser. Non lo è in modo assoluto per il webmaster / publisher. </p>
<p>Considerate poi un dato.<br />
Il ppa non è più pubblicità è un&#8217;altra cosa, molto vicina all&#8217;intermediazione ed al rapporto di agenzia. Secondo me molto spesso anche da voi esperti le due cose vengono messe sullo stesso piano ma a mio avviso è un errore madornale. Non si può parlare di ppa come di pubblicità. Non nel senso in cui la pubblicità va intesa e cioè come investimento di rischio per l&#8217;advertiser a fronte di un vantaggio più o meno aleatorio. La rete offre già numerosi strumenti che altri media non offrono, uno per tutti, la possibilità di misurare le campagne.</p>
<p>Che diavolo c&#8217;entra il ppa con la pubblicità !</p>
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	<item>
		<title>By: Paolo</title>
		<link>http://www.marketingroutes.com/2006/06/28/google-pay-per-action-sogno-o-illusione/comment-page-1/#comment-537</link>
		<dc:creator>Paolo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jun 2006 09:37:34 +0000</pubDate>
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		<description>Federico, al di la&#039; delle ipotesi che sono state fatte (mossa difensiva di Google a fronte dei crescenti problemi legali legati alle frodi CPC), mi sembra che adattare l&#039;attuale modello di Google al CPA vada in direzione dei 3 punti che tu hai evidenziato, trasferendone pero&#039; l&#039;onere sull&#039;inserzionista. Mi spiego meglio:
- attualmente Google fa girare piu&#039; frequentemente gli annunci che garantiscono un e-CPM piu&#039; elevato degli altri
- introducendo la modalita&#039; CPA, potrebbe rimanere il medesimo principio: girano solo gli annunci che garantiscono un e-CPM adeguato.

L&#039;investitore, a quel punto, ha poche scelte:
- fare dei form decenti per avere dei tassi di conversione decenti
- alzare il CPA a livelli decenti
- introdurre quantomeno un misto CPC-CPA

Non lo fa? Verra&#039; scalzato da altri investitori che garantiscano ricavi adeguati agli editori e quindi a Google stessa. E&#039; da tempo il gioco di Google, personalmente lo sperimento in maniera importante su alcuni prodotti finanziari. A me sembra che tale innovazione possa rendere piu&#039; sano il pay-per-performance, e fare molte vittime fra chi ne ha fatto un utilizzo improprio.

Sull&#039;ipotesi che fonda il tuo ragionamento (no ROI), puo&#039; valere per alcuni investitori abituati a paradigmi classici (veline, stecche e cocktail), ma le pressioni sulla resa degli investimenti e&#039; sempre piu&#039; alta, in qualsiasi tipo di azienda, quindi sempre meno vi saranno aziende che falliscono le proprie campagna. Quantomeno sul Web.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Federico, al di la&#8217; delle ipotesi che sono state fatte (mossa difensiva di Google a fronte dei crescenti problemi legali legati alle frodi CPC), mi sembra che adattare l&#8217;attuale modello di Google al CPA vada in direzione dei 3 punti che tu hai evidenziato, trasferendone pero&#8217; l&#8217;onere sull&#8217;inserzionista. Mi spiego meglio:<br />
- attualmente Google fa girare piu&#8217; frequentemente gli annunci che garantiscono un e-CPM piu&#8217; elevato degli altri<br />
- introducendo la modalita&#8217; CPA, potrebbe rimanere il medesimo principio: girano solo gli annunci che garantiscono un e-CPM adeguato.</p>
<p>L&#8217;investitore, a quel punto, ha poche scelte:<br />
- fare dei form decenti per avere dei tassi di conversione decenti<br />
- alzare il CPA a livelli decenti<br />
- introdurre quantomeno un misto CPC-CPA</p>
<p>Non lo fa? Verra&#8217; scalzato da altri investitori che garantiscano ricavi adeguati agli editori e quindi a Google stessa. E&#8217; da tempo il gioco di Google, personalmente lo sperimento in maniera importante su alcuni prodotti finanziari. A me sembra che tale innovazione possa rendere piu&#8217; sano il pay-per-performance, e fare molte vittime fra chi ne ha fatto un utilizzo improprio.</p>
<p>Sull&#8217;ipotesi che fonda il tuo ragionamento (no ROI), puo&#8217; valere per alcuni investitori abituati a paradigmi classici (veline, stecche e cocktail), ma le pressioni sulla resa degli investimenti e&#8217; sempre piu&#8217; alta, in qualsiasi tipo di azienda, quindi sempre meno vi saranno aziende che falliscono le proprie campagna. Quantomeno sul Web.</p>
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