25 June 2006
La pubblicità (ancora) funziona?
Venerdì scorso ho letto con molto interesse la dicussione nata su questo blog riguardante le varie opinioni in merito alla possibilità di fare branding su internet e con quali mezzi. Qualche giorno prima avevo letto una ricerca che mostrava come i maggiori marketer statunitensi si approciano alle varie strategie di promozione. Secondo "questi" infatti grande enfasi va posta sul Word-of-mouth e su tutte le tecniche a questo associate, mentre sono molto titubanti sulla pubblicità classica.

Il problema quindi dell’invisibilità dei banner, strumento principe (ma no il solo) per coloro i quali intendono fare branding su internet, si ripercuote anche sull’off-line; ovvero viene confermato il trend che vuole molto rivoluzionato il valore dato alla pubblicità canonica come siamo abituati a vederla sui media tradizionali. Lungi da me dire che non funziona: sia perchè non ho dati che confermino una "inutilità" della pubblicità classica sia perchè ci sono alcune tipologie di prodotti che ricevono una sicura spinta dalla visibilità dategli dalla usual ad.
Quello che mi interessa mostrare è quel valore di branding che viene dato alla visibilità data dai media canonici; i media planner delle grandi aziende internazionali continuano a pianificare enormi budget su stampa, radio e Tv affermando che: "…non ci fa vendere di più ma fa vedere il nostro brand tutto l’anno e su tutti i mezzi e quindi creiamo quella sorta di filo invisibile di continuità che ci da visibilità". C’è anche da dire che esiste anche la scuola di pensiero che dice che "più appaio più divento invisibile". Sicuramente i marketer ponderano entrambe le strategie, ma non so fino a che punto conviene ancora investire il 90% dei budget sui media tradizionali.
Per fare brand ci sono molte altre possibilità che non la classica pubblicità; la prima che mi viene in mente è il guerrilla marketing che da visibilità ma in maniera alternetiva; che permette al brand di "entrare" non solo nella testa ma anche nel "cuore" dell’utente grazie all’aspetto emozionale di cui questa tecnica è portatrice.
Allora mi chiedo: se neanche più i maggiori marketer credono alla pubblicità canonica, perchè la continuano a fare? Ok che le tradizioni sono dure a morire ma quando ci sono (molti) soldi in ballo, oltre che la propria professionalità, penso che si possa osare.


























Forse dipende da “chi” gestisce il budget destinato alla pubblicità. Se l’azienda è mia possono decidere autonomamente di investire quanto mi pare nei media che ritengo più opportuni. Se sono direttore marketing di una grossa azienda sarà forse più difficile (ancora oggi) convincere la dirigenza dell’efficacia del mezzo web rispetto all’obsoleto mezzo tradizionale…
parere personale
Comment by Alexs2k — 13 July 2006 @ 15:36