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22 June 2006

Google? Il prossimo Tradedoubler

Affiliate MarketingPrima di introdurre il tema del post una breve premessa è d’obbligo. Non sono un amante del sistema pay per action. La ritengo una strategia di web marketing particolarmente fallimentare, specie per il publisher. Cerco di spiegarmi meglio. Con l’espressione pay per action si intende grossolanamente questo: a te publisher che aderisci ad un determinato programma di affiliazione (affiliate marketing) viene data la possibilità di ospitare la mia pubblicità sul tuo sito. Ora viene il bello.

La revenue o guadagno del publisher non viene generata dai click sull’advertisement (a.k.a. pubblicità) nè dalle impression che quella determinata pubblicità genera. La revenue è legata all’action, ossia l’azione che il navigatore compie (ovviamente dopo aver cliccato sulla pubblicità) una volta che si trova sul sito dell’advertiser. Azione questa che il più delle volte (ma non sempre, ci sono anche altri tipi di azione) è legata alla vendita di un prodotto o servizio.

In sostanza, quindi, il webmaster per guadagnare deve vendere. Questi sistemi di advertising strutturati secondo il PPA (pay per action) come diceva giustamente Federico in merito al Brand Response, sono tipici dei mercati immaturi.

Non solo. Riprendendo la mia affermazione di qualche riga sopra, sono un fallimento annunciato per la stragrande maggioranza dei webmaster che si illudono di vendere, ma che poi dati alla mano, non riescono a vendere, per una sfilza di ragioni diverse che meriterebbero un post ad hoc.

Giusto per darvi un idea ‘numerica’ di quanto sia fallimentare questo sistema di advertising, vi dico che, come nel caso di Tradedoubler ad esempio, l’80% del fatturato di questi network di affiliazione è generato dal 20% degli affiliati; altre volte questo rapporto è addirittura: 90% del fatturato generato dal 10% degli affiliati.

Venendo al dunque. Il titolo del post menzionava Google. Che c’entra Google con il sistema pay per action vi domanderete. La risposta è: Google sta testando un sistema Cost per Action (CPA). Il team di Google Adsense sta inviando una email ad alcuni utenti, invitandoli a testare questa nuova modalità di revenue. In allegato alla email c’è quanto riportato di seguito:

How do I participate in the CPA test?
Simply reply to the invitation email and express your interest in participating and we will send you some sample CPA ads. You can then choose which ads you’d like to host and we will send you the code to copy and paste on to your site. It’s just that easy!

What can I do to optimize my revenue from the CPA ads?
While we encourage you to experiment as much as possible with these ads on your site, here are some general tips on implementing a CPA ad:
1) Ads that blend in with the site and are placed prominently tend to perform better. Look to integrate the ad within the page.
2) Ads that are relevant to the interest of your site visitor also tend to perform better. For example, if you have a travel site, having ads relevant to airline travel would generate higher interest. For more tips on increasing revenue, please see our optimization tips page at:

https://www.google.com/support/adsense/bin/static.py?page=tips.html&sourceid=aso&subid=ww-ww-et-asui&medium=link

How do I get paid?
You get paid whenever a site visitor clicks on the ad on your site AND performs a specified action, such as generating a lead or purchasing a product.

Do these compete with regular content ads?
These ads will not compete with contextually targeted ads. Instead, they will show across a separate network, the Content Referral network. To place one of these ads on your site, you can set up a new ad unit that supports any of our current ad unit sizes.

How much could publishers expect to earn with this CPA test?
How much a publisher will earn will depend on a number of factors about the publisher and advertiser, including whether the ads match the topic of the site, and level of interest of their site visitors. We have tried to match the appropriate publishers with advertisers for this test.

Will CPA offerings compete with my current AdSense revenue?
We expect that the CPA test will offer ad units that will expand publishers AFC revenue because the ad units are separate and appeal to different types of users. These CPA ads are also additional inventory to your existing AFC ad units.

How can I promote the CPA ad unit?
Since this is a test and these CPA ads are not regular ad units, we are giving you more flexibility in saying things like “I recommend this product” or “Try JetBlue today” next to the CPA ad unit. However, you should still not incite someone to click on the ad, so saying “Click Here” is not ok.

Where do these CPA ads comes from?
The CPA ads come from a limited group of high quality advertisers that are interested in displaying ads on a CPA basis. They pay you whenever a site visitor performs a specified action, such as generating a lead or purchasing a product.

Will I be able to see reports within my account?
When the test begins, you will receive weekly email reports of conversions you have accrued and your total revenue within the CPA test.

L’affiliate marketing quindi sembra essere la prossima mossa ’strategica’ del Googleplex. Lascio a voi le riflessioni.

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Sono contrario al PPA in quanto, secondo me, il webmaster non riceve nulla. Mi spiego: Io, webmaster, pubblico l’annuncio; tu, visitatore, lo vedi. Scopri quanto costa comprare, cosa si vende…. Perfetto. Poi, raramente, compri immediatamente ciò che vuoi, presumibilmente ritorni, in un epoca successiva. Ma, ovviamente, non seguirai il link pubblicitario (dovresti vedere 2 siti in seguenza!), ma entrerai direttametne nel sito di e-commerce, ricordandoti l’URL. Quidni, il webmaster, ha fatto pubblicità, ma non ha incassato. A nulla vale l’ipotesi di salvare i cookie, tanto, ormai tutti noi svuotiamo i cookie all’uscita del browser; o, almeno, così si comporta un utente che poi fa acquisti online.

Comment by FN — 22 June 2006 @ 13:12

A parte il lato tecnico dei cookies, storia vecchia per chi avversa il ppa per il quale condivido le critiche appena mosse, il vero problema è un altro a mio avviso. Il fatto è che occorre radicalmente cambiare l’idea che la pubblicità in rete debba comportarsi per forza in un modo diverso dalla pubblicità sugli altri media. Provate a chiedere a Berlusconi di mettere uno spt di 30 secondi del vostro negozio di scarpe su una delle sue reti gratis, poi lo pagate solo se effettivamente vendete le scarpe…non scherziamo.

Occorre smantellare questa concezione errata secondo cui “sei webmaster ? ancora grazie se ti do un ad da esporre”. Google aveva risolto il problema - dopo la tragedia di tradedoubler - con AdSense, questa mossa mi sembra davvero controproducente. Ma se ne accorgeranno da soli. Io per esempio da publisher, do larghissimo spazio ad AdSense ma non do alcuno spazio alle campagne in ppa tipo quelle in sinergia con Firefox o con i referrals di Google che ha lanciato già da qualche mese.

Questo perché, forte dell’esperienza tragica con Tradedoubler, sono totalmente scettico nei confronti di ogni genere di campagna in ppa. Faccio un banale esempio. Quando - errori di gioventu’ - ospitavo i banner di tradedoubler sul mio network, è capitato che abbia provato a dare loro il massimo spazio per vedere se monetizzavo oppure no. L’ho fatto, tra l’altro, con una campagna perfettamente in target con la mia audience e cioè con il sito di esperya (prodotti enogastronomici di qualità). Bene, dopo 1.000.000 di impression REGALATE e senza il benché minimo riscontro economico, ho deciso che mai e poi mai avrei più ospitato una campagna in ppa.

Pare strano che Google voglia buttarsi in questo mercato. Vuol dire che qualcuno ci guadagna seriamente, non credo che possano essere così stupidi.

Comment by Filippo Ronco — 23 June 2006 @ 18:25

Un sicuro passo indietro!

Il PPA è l’ennesimo schiaffo morale ad internet. Quand’ancora tutti gli altri sistemi pubblicitari a partire da cartelloni stradali, carta stampata, pagine gialle, televisione… non riescono perchè non possono garantire nulla, questi hanno ancora un valore spropositato.
Quando invece un PPC ti porta i “clienti” all’interno del “negozio”, per lo meno hai una traccia tangibile del suo passaggio.

Il salario del publisher è dipendentemente legato dalle capacità di vendere dell’Affiliatore a questo punto se il sito sarà mal creato o il prodotto di qualità scarsa, nonostante il publisher abbia accompagnato il cliente nel sito si trova il suo lavoro non remunerato.

Non posso credere neanche io che Google si tiri una martellata del genere, nelle balle.

Comment by DesMM — 25 June 2006 @ 08:57

[...] Aggiungo: leggevo poco fa sul DailyNet che Google sta testando un nuovo sistema per combattere il click fraud. Vi ricorderete che pochi giorni fa parlavo di Google come il prossimo Tradedoubler. [...]

Pingback by Marketing Routes » Blog Archive » Nuovi formati per Adsense con Vertical Images — 28 June 2006 @ 11:00

[...] Jacopo ha recentemente postato sulla cosa. Google sta eseguendo delle ‘ricerche di mercato’, su un campione di propri clienti, per capire se un sistema di valutazione di una campagna pubblicitaria in pay per action possa essere migliore di quello in pay per click. Dico subito che si tratta a mio avviso di una semi-bufala e spiego anche il perchè. Tanto ho già scritto sulle ‘anomale’ distorsioni del pay per action (non solo applicato ai motori di ricerca) e a breve tratterò del fallimentare Snap.com, mi preme però di prendere subito la palla al balzo sulla scia di questa notizia che gira da qualche giorno (da mesi secondo qualche ‘interno’). [...]

Pingback by Marketing Routes » Blog Archive » Google Pay per Action. Sogno o illusione? — 28 June 2006 @ 17:48

[...] Il tema del pay per lead advertising lo abbiamo già affrontato in riferimento a Google e al Brand Response, rilevando come in definitiva un ’sistema a successo’ sia fallimentare. [...]

Pingback by » Accoona e il Pay per Lead - Marketing Routes — 26 July 2006 @ 11:57

[...] Anche nell’ipotesi in cui a quegli annunci non venisse applicato il sistema Pay per Click, ma un sistema di Pay per Action o Pay per Lead, il sistema ‘a successo’ sarebbe ancora più fallimentare per la piccola startup. [...]

Pingback by » Adsense ora integrato anche nei software - Marketing Routes — 29 July 2006 @ 14:04

[...] Google il prossimo Tradedoubler [...]

Pingback by » Pay per action: gli editori come i casinò - Marketing Routes — 29 August 2006 @ 12:23

[...] Google il prossimo Tradedoubler? Social Bookmarking                                                   Filed by Jacopo Gonzales at September 22nd, 2006 under Web Marketing, Advertising, Internet, Affiliate Marketing [...]

Pingback by Programmi di affiliazione e cancellazione dei cookie — 22 September 2006 @ 16:02

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