17 June 2006
Corporate Blog. Ovvero: “Oste, ma il vino e’ Buono?”
Ci si domanda da qualche tempo, se i corporate blog sono o meno utili all’azienda. Appunto, all’azienda.
Cercherò di dimostrare che i corporate blog sono degli anti-blog, in quanto il blog nasce come voce ‘indipendente’ (e non dipendente o realizzato da dipendenti…?, sottolineo che il CEO è il più dipendente dei dipendenti di qualsiasi azienda).
Dunque vediamo di capire. I blog nascono come voce ‘libera’ di chi non ha voce e non nascono certo per evitare che qualche segretaria, occupata normalmente a giocare al solitario sul pc, mandi le mail agli uffici stampa per aggiornare sui nuovi prodotti e servizi etc etc.
Qualcuno potrebbe dire che nonostante questo fatto i blog potrebbero evolversi e diventare Corporate. Sottolinendo il fatto che, se fossi il direttore marketing di qualsiasi società non micro o familiare, anche io farei un corporate blog, vorrei però ricordare a tutti coloro che ne parlano – anche con entusiasmo – che alla fine non si tratterà mai di nulla di più che di un ufficio stampa ‘a cielo aperto’ (si licet la metafora).
Posto che tutti i corporate blog che ho visto sono pietosi (e assolutamente NON interattivi, in primis quello ‘corazzato’ di Google), sfacciatamente di parte (Signora, questi pasticcini sono freschi…?) vorrei fare alcune osservazioni in merito proprio a quanto ci riporta gentilmente Massimiliano, relativamente ai relatori del convegno tenutosi a nonsodove… con i pini.
Internet ha permesso alle persone di fare cose che prima erano una esclusiva delle aziende. Uno degli elementi scatenanti è stato il software open source.
Vero ma non vedo cosa c’entri, anzi lo vedo, ma cmq andiamo avanti…
Per Sun è fondamentale fornire una piattaforma di blogging ai propri dipendenti, in questo modo Sun si adegua ai cambiamenti della società.
Notando con piacere che Sun vuole adeguarsi ai cambiamenti della società e non cambiarli, devo dire che nessuno sentiva bisogno del software di Sun e che tutti i dipendenti di Sun potevano aprirsi un blog con uno qualsiasi dei supplier a disposizione e anche prima che il CEO di Sun gliene desse l’illuminato permesso.
L’intervento dall’alto è fondamentale, il CEO di Sun ha cambiato la policy aziendale: la policy quindi deve cambiare dall’alto.
Notiamo che il CEO di Sun interviene ai cambiamenti della policy di Sun.
Sul blog del CEO è stato annunciato ufficialmente il licenziamento di 5000 persone.
Ottimo; simbolo di trasparenza: ovviamente i 5000 metteranno un post a breve…
Nessuno si fida di entità che mantengono un segreto e questa è stata la policy del CEO di Sun che dovrebbe essere rispettata da qualsiasi entità che volesse avvicinarsi al mondo dei blog.
Tra mantenere un segreto e aprire un blog corporate c’è una certa differenza. Il segreto dei 5000 licenziamenti è di pulcinella. Penso che i veri segreti di Sun non saranno mai messi sul Blog (come è giusto che sia).
Ci sono gli interessi più vari all’interno del sistema di pubblishing di Sun: dai poemi alle recensioni di programmi televisioni, altri ancora consigliano come correre una maratona. Questo permettere di cogliere come l’azienda sia fatta di persone.
Ci voleva. Pensavo avessero licenziato 5000 server.
Coloro che hanno i blog più frequentati sono quelli che mischiano gli interessi personali con quelli di business. la cosa più importante è che l’autore utilizzi una voce autentica.
Bene. Importante è essere autentici, quindi inserite le foto dei gatti e di quando andavate alle medie.
Il valore dei blog aziendali è nella diffusione del messaggio; i blog raggiungono dieci volte il numero di persone che riesce a raggiungere il dipartimento di pr.
Ok. I 5000 erano per caso del dipartimento PR ?? (cmq qui è evidente quale sia la Vera finalità di qualsiasi corporate blog).
La maggior parte delle aziende sono terrificate dalla mancanza di controllo. E questo avviene in tutte le industrie incluso il settore delle aziende tecnologiche. Non molte aziende tecnologiche hanno sviluppato un sitema di blogging. La politica di blogging è fondamentale.
Le aziende sono terrificate dai mancati guadagni. Con i blog corporate ‘pilotati’ non ci sono pericoli…
Nessuno è stato licenziato per avere scritto qualcosa sul blog questo perchè le persone assunte sono intelligenti, le persone dell’azienda sono in gamba.
Immagino che quindi i 5000 non avessero un blog ? Le personi sono intelligenti. Leggasi: non parlerebbero mai male della società che le paga. Sono abbastanza intelligenti da stare zitti sulle cose che non vanno. Non le cose da migliorare (il migliorismo impera), ma su quelle che non vanno.
È da considerare che i clienti non sono affrontati dal board, ma sono i dipendenti a parlare con i propri clienti.
I clienti si affrontano? I dipendenti hanno dei Propri clienti, ottimo. E ci parlano sul blog con i gattini. Non capisco, ma andiamo avanti…Fra poco commenterò gli altri interventi illuminanti dei blogger dei pini marittimi. Stay tuned i will pub(b)lish…:=). Ah anticipo soltanto la mia conclusione.
Chiedereste un parere sui conti pubblici al primo ministro (il ceo) o all’usciere del ministero delle finanze (se l’usciere sapesse che tutti possono leggere quello che dice?). I corporate blog sono solo una balla inventata da società che giustamente sono chiuse come tutte e che vogliono fare PR a basso costo, dando l’impressione di essere ‘open’ (se non addirittura open source…), dando l’impressione ai propri dipendenti di essere buoni (i dipendenti sono abbastanza intelligenti cmq per non scrivere cazzate…) e ai clienti che possono ‘interagire’ (tipo il numero verde sulle lattine della coca…chiama: ti daremo la ricetta della nostra bibita). I corporate blog sono solo uffici stampa in php.
Lasciamo perdere la libertà d’espressione, l’adaequatio alla società (posto che i blog abbiano un qualche ruolo per la società) o l’interattività. D’altronde Google – dopo avere licenziato qualche mese fa un suo dipendente che aveva messo in piedi un blog autonomamente (come osi!!!) non fa nemmeno commentare i propri post.
Chiunque aprisse un blog senza commenti (e non con i controlli ‘di umanità’ di cui si scusa britannicamente Mauro Lupi) sarebbe considerato un demente. Hesse invece è stato invitato al parco dei pini. A parlare di che cosa se il blog di Google non è un blog? Ripeto: io lo farei un blog aziendale, ma solo per avere più audience ufficio stampa e per avere qualche poll gratuito (hey ragazzi, che cosa ne pensate della nuova carena?).
Corporate blog is ok, but cut the crap.


























per questa volta devo dire che sono d’accordo con quello che scrivi…
Per la gran parte delle aziende e’ ingestibile un blog con i commenti? OK. Ma allora e’ meglio non farlo.
E se si riduce ad essere cio’ che tu dici (”Ufficio a stampa a cielo aperto”) sorge il consueto dubbio comune a miliardi di progetti Internet, ossia: “perche’ mai un utente (utonto?) medio dovrebbe essere interessato ad andare a spupazzarsi il quasi-blog autoreferenziale dell’azienda?”
Comment by Paolo — 19 June 2006 @ 11:17