14 June 2006
Le PMI amano il word of mouth marketing. Le grandi no!
Leggevo poco fa gli esiti di uno studio sul buzz marketing condotto da Jupiter Research, da cui emergono dei tratti interessanti relativamente alle aziende che ne fanno uso.
In sostanza Jupiter Research ha analizzato un campione di 43 aziende che producono revenue annuali inferiori al milione di dollari. Parallelamente a queste, vi era un altro campione, questa volta di 79 aziende, con revenue superiori al milione di dollari.
Come per alcuni può essere prevedibile, le aziende facenti parte del primo campione, avendo budget più limitati a disposizione da stanziare per il settore marketing, puntanto molto su mezzi e strategie che le agevolino, come appunto il buzz marketing. Veniamo ai dati.
Il 44% di quelle che dalle nostre parti chiameremmo PMI (piccole e medie imprese) negli States dispone di un corporate blog, dato questo che scende ad un più magro 24% per quelle imprese più grandi che invece hanno maggiori disponibilità di budget. Inoltre il 74% delle aziende più piccole alimenta il passaparola inserendo info online sui propri prodotti o servizi, contro il 61% delle aziende più grandi. In conclusione il dato che appare interessante è che più ti strutturi e diventi grande, meno credi nelle capacità del marketing word of mouth.
Stando a quanto riporta Jim Nail, CMO di Cymfony, azienda specializzata nella misurazione di campagne di buzz marketing, il motivo di questo divario risiede nel fatto che le big company preferiscono ritorni prevedibili:
"Smaller companies don’t have the luxury of a multimillion-dollar marketing budget, so they have to be a little more resourceful, a little scrappier, a little more risk-taking, to hope to get a return on their marketing budget that’s out of proportion to the size of the marketing budget. Big corporations like predictable returns on their marketing dollars."

























