14 June 2006
Decollano i video online, ma sarà lo stesso per il video advertising?
Secondo uno studio di comScore Networks che analizza il consumo dei video online da parte dei navigatori statunitensi, sembra palese che questi dimostrino un certo interesse verso questo mezzo di distribuzione del content. Interesse che fa registrare una crescita continua, per esserte precisi del 18%, dato questo registrato tra l’ottobre 2005 e marzo 2006.
Grosso modo i dati relativi all’utenza riportano che questa passa in media 100 minuti mese davanti ad un video online. Solo lo scorso Marzo sono stati trasmessi quasi 4 miliardi di flussi video sul web a stelle e strisce.
Peter Daboll, CEO di Comscore, sembra quasi entusiasta nell’annunciare come due terzi della popolazione americana goda già di connessioni a banda larga e che quindi i video stanno per ‘divenire’ interessanti anche per gli advertiser: "Video consumption on the Web is rapidly approaching the tipping point for advertisers, with two-thirds of consumers accessing the Internet from home using a broadband connection, and publishers continuing to innovate by using the latest technologies to deliver content in a way that engages users…"
Comunque per capire se il fenomeno dei video online sia pronto a essere la nuova dimensione di successo che l’advertising online si troverà a vivere nei prossimi anni, vediamo qualche dato:
- i dati socio demografici parlano di un 52% di uomini e un 48% di donne che usufruiscono dei video online
- gli uomini sembrano passare ogni mese più tempo delle donne davanti ai video online (rispettivamente 120 e 80 minuti)
- La fascia d’età tra i 25 e i 34 anni sembra essere quella che maggiormente consuma content video con una media di 140 minuti mese.
Mi chiedo se questi dati possano davvero essere ‘maturi’ ed interessanti per un advertiser. A me sembrano ancora abbastanza risibili, quanto meno se li paragoniamo al tempo medio mensile trascorso davanti alla televisione, luogo questo dove la pubblicità è pagata a caro prezzo. Quindi mi domando, sarà lo stesso per il video advertising? Sarà quest’ultimo la brutta versione di quello trasmesso per etere e che ora in molti stanno abbandonando?
Se poi guardiamo in casa nostra, cerchiamo di essere concreti ed obiettivii: con tutti i ritardi relativi allo sviluppo tecnologico che il Bel Paese geneticamente si porta dietro, siamo davvero così certi che da noi le cose andranno nel medio periodo come accade dall’altra riva del lago?
Considerando poi che non siamo un paese di giovani, e che il ricambio generazionale è ben lontano dal sovvertire qualunque ottimistica previsione, ce le vedete voi le vecchiette (lo dico con affetto) o le semplici casalinghe che smettono di guardare la De FIlippi in televisione, perchè hey esistono i video online e gli advertiser hanno bisogno di vendere?
Io personalmente no.

























