6 June 2006
Trick or treat?
Quest’oggi, in tarda mattinata, mi chiama un amico che testualmente mi chiede:" ho un cliente che ha due soldi da spendere, e gli ho detto di buttarli su internet, che mi puoi proporre di buono?". Ma mi sono perso qualche cosa oppure internet è diventata la pattumiera comunicativa interplanetaria? Perchè le medie realtà imprenditoriali, ma a volte anche le grandi, considerano il web e la comunicazione sul web una sorta di "tutto fa brodo"?
Mi sembra strano che internet non venga percepita come realtà comunicativa, autonoma, indipendente dagli altri mezzi di comunicazione e con suoi linguaggi e le sue alchimie comunicative. Noto però questo trend, ovvero una sorta di roulette dove i giocatori (le aziende) hanno un budget da investire e puntano subito sui numeri più fortunati (stampa, radio, tv), poi quando gli rimangono in mano pochi spiccioli li buttano un pò a caso ovvero sul web.
Sarà che io ho un’altra impostazione del alvoro, nel senso che se investo o devo far investire dei soldi voglio conoscere esattamente il "soggetto" sul quale sto scommettendo, voglio altresì poter gestire alcune dinamiche di questo "soggetto". Investire, anche pochi soldi sul web, vuol dire conoscerlo, sapere "da dove viene e dove sta andando", sapere cosa può portarmi in termini di visibilità e di guadagno, in una sola parola informarsi. Come avviene per gli altri mezzi above-the-line. Anche perchè stiamo parlando di investire (quindi con la previsione di poter rientrare della cifra investita e se possibile guadagnarci) e non di buttare soldi.
P.S.: al cliente del mio amico ho consigliato di risparmiarsi i soldi "destinati" al web, "sai in questo periodo di magra, meglio attendere ed investire in canali a loro più familiari".
Perchè tra l’esserci "tanto per starci" ed il non esserci, meglio quest’ultima.

























