6 June 2006
La cultura, la scuola ed il web
Qualche giorno fa su questo blog avevamo trattato l’argomento e-learning con dedica speciale all’insegnamento e all’apprendimento vicario attraverso internet dei regolari corsi di laurea. La nostra posizione, in quel caso la mia in particolare, è auspicare la possibilità di poter svolgere lezioni che grazie a sistemi di video conferenza ed a una semplice linea adsl permetterebbe notevoli risparmi agli studenti; risparmi sia economici che fisici. Secondo noi grazie alla teconologia non c’è più bisogno di dover essere presente fisicamente alle lezioni universitarie. I vantaggi di questa (possibile) soluzione sarebbero diversi soprattutto per gli studenti fuori sede: 1) nessuna necessità di doversi spostare dai paesi d’origine 2) risparmiare quindi sui viaggi, sugli spostamenti e soprattutto sugli affitti della casa 3) possibilità per l’università di non dover più erogare sovvenzioni economiche ai fuori sede (che quindi fuori sede non sarebbero più) e quindi capacità di re-investire il denaro risparmiato in ricerca. Questi poi sono solo i maggiori vantaggi, a ben vedere ce ne sono di ben altri.
In ogni modo nel post sopra citato avevo metaforicamente puntato il dito contro i docenti univeritari, "colpevoli" di voler rallentare il passaggio all’e-learning per via dei notevoli interessi in gioco nell’insegnamento canonico "off-line" (libri, conferenze, dibattiti etc). Oggi vedo su ANSA un articolo che, anche se indirettamente, dimostra la "mentalità all’antica" degli insegnanti, in questo caso della Cattolica di Milano, in tema di "cultura mediale".
Per dirla alla Celentano, gli studenti sono "rock" i docenti sono "lenti".

























