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2 June 2006

Ad-Free: un modello di business che esiste solo online

Un mondo con la pubblicità? Un mondo senza? Voi quale scegliereste? Frequento il web da 10 anni e solo ora mi sono posto questo interrogativo la cui risposta mi appare di non semplice spiegazione. Una breve premessa mi sembra doverosa. La pubblicità è la leva trainante del commercio, o almeno dovrebbe esserlo. Non c’è nulla di sbagliato nelle sponsorizzazioni, nell’advertising.

La pubblicità serve per far conoscere un prodotto, le sue caratteristiche, un’iniziativa. Si dice/legge spesso che nella nostra vita veniamo bombardati di messaggi di ogni tipo. Ce ne rimangono impressi solo alcuni che riescono, più o meglio degli altri, a cogliere la nostra attenzione, in grado di smuovere qualcosa nella nostra sensibilità e nei nostri interessi.

Ci interroghiamo su quale sia il momento più idoneo per comunicare il nostro messaggio. Arriviamo solo in tempi recenti a capire che nel 99% dei casi la pubblicità ‘funziona’ quando è contestualizzata. Che poi lo spunto del contextual lo si rintracci in una necessità, curiosità, debolezza o abitudine del consumatore poco importa.

Arrivando al dunque. Il web è pieno di siti, portali, blog, forum che ospitano banner, box, link sponsorizzati e chi più ne ha più ne metta. E’ altrettano pieno di siti che offrono servizi, software, content o prodotti in genere, che vi consentono una navigazione libera dall’advertising solo se sottoscrivete un abbonamento pagando un fee.

Le considerazioni che nascono spontanee sono queste:

  1. Perchè se ho scelto di inserire della pubblicità sul mio sito (il che dovrebbe farmi guadagnare, altrimenti perchè ce la metto?) e quindi di offrire visibilità ad uno o più advertiser, dovrei poi offrire all’utente la possibilità di ‘oscurare’ la pubblicità? Danneggio il mio advertiser in quanto do l’impressione che quella pubblicità sia fastidiosa, invasiva, o peggio inutile. Danneggio me stesso perchè l’utente che naviga tra le mie pagine avrà la percezione che io lo bombardi di pubblicità parassitaria, che non offre alcun tipo di valore aggiunto alla sua esperienza online e che la consultazione di contenuti sia legata ad una sorta di ’sofferenza’ che è necessario patire. Non oso immaginare nulla di più fallimentare.
  2. Se invece mi sbaglio sul primo punto (ma non credo) e quindi il modello di business ad-free è un modello vincente, perchè questo esiste solo su web? Perchè non esiste un singolo magazine, quotidiano, radio, televisione o media che riprenda lo stesso modello se è così vincente?

Lungi dall’essere vicino ad una soluzione universale, ritengo che per quanto riguarda il web, il problema sia l’inesperienza o mancanza di competenza da parte di chi sceglie una dualità di modelli, come se pensasse: se mi va male con uno, almeno paro con l’altra soluzione. Il che poi solo in rarissimi casi si verifica.

Talvolta è meglio avere chiaro sin dall’inizio cosa si vuole ottenere online, e non mettere toppe qua e là. Non c’è nulla di male nella pubblicità in sè piuttosto che nel content a pagamento. Forse basta non confondere ma soprattutto non confondersi.

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[...] Da web marketer con esperienza sul campo questa è una di quelle cose che speri non accadano mai, ma purtroppo spesso la realtà ti contraddice. Del binomio advertising e applicazioni software avevo già parlato, in riferimento al business model Ad-Free che spesso e volentieri vediamo applicato sul web, ma mai nell’offline. [...]

Pingback by » Adsense ora integrato anche nei software - Marketing Routes — 29 July 2006 @ 14:04

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