1 June 2006
Tra Scienza e Advertising: la cecità ai colori
Il seguente credo sia un aspetto che la stragrande maggioranza (se non la totalità) delle aziende che si occupano di advertising non hanno mai preso in considerazione.
Che si tratti della realizzazione di un sito, di un billboard, di un flyer o altro poco cambia.
Una non indifferente percentuale di individui soffre di deuteranopia (cecità al colore verde), protanopia (cecità al rosso) e tritanopia (cecità al blu). Il che in soldoni non significa altro se non il fatto che la creatività pubblicitaria, pagata a caro prezzo, può risultare inefficace, per non dire invisibile, agli occhi del target che deve ricevere un messaggio pubblicitario.
Le donne sembrano affette in minima parte da queste disfunzioni (0.5%), ma lo stesso non si può dire degli uomini, dove la percentuale sale all’8%. Se qualche colore di Marketingroutes.com vi sfugge, fatevi un test.
Qui invece riuscite a calarvi nei panni degli affetti da queste disfunzioni alla vista. Vedete come ci vedono loro insomma, giusto per farsi un’idea più approfondita di quanto la situazione che vi ho presentato sia tutto fuorchè da ignorare.

























