1 June 2006
Non chiamatelo Web 2.0
Non che ci sia nulla di male nei principi ispiratori del Web 2.0. Anzi tutto il contrario. Il monito (che deve suonare tra l’ironico e il preoccupante) deriva da una notizia che il caro Giorgio Taverniti mi ha segnalato.
Chiedo venia, ma mi era sfuggita. Ne parla Punto Informatico, di cui vi riporto solo l’incipit: "Il gruppo editoriale O’Reilly si scaglia contro un’organizzazione non profit che ha organizzato una conferenza Web 2.0 in Irlanda. Il termine è un marchio registrato di proprietà di O’Reilly Media".
C’è già chi, intelligentemente, ha segnalato una possibile soluzione al problema dalle parti del forum di Giorgio: chiamiamolo Web 3.0 così nessuno tira in ballo gli avvocati.
Assurdo!


























Giudico stupido promuovere l’aspetto sociale della rete, “O’Reilly”, e poi pretendere di essere proprietari di una fantomatica parte di essa grazie ad un “marchio”…
e credo che nessuno associ il “brand” Web 2.0, alla suddeta casa editrice, ma che invece sia diffusa l’idea che sia solo una promotrice di questa filosofia.
Comment by Immagimario — 1 June 2006 @ 09:41