31 May 2006
Uomini e copy
Leggiucchiavo il blog di una copywriter, Francesca Benvenuto, e facevo alcune riflessioni.
In realtà le facevo anche dopo aver chiacchierato a lungo con Jacopo della probabilità che i contenuti finiscano con l’ammalarsi, a causa delle voluminose correnti d’aria provocate dalla velocità dei blog.
Il blog della povera Francesca - non me ne voglia, mi scuso anticipatamente - trasuda densa disperazione, che sublima con la presenza di un curriculum scolastico in formato pdf col quale ci informa che sa usare sia il pc che il mac.
Credevo sino all’altro giorno che fosse essenziale che il web tornasse chetamente a rientrare nel paradigma del marketing mix, sedendosi comodamente sulla poltrona a lui riservata, senza alzare la mano e gridare "io! io!" davanti ad ogni eventualità di business ipotizzabile per le aziende.
Credevo anche che il secondo livello economico, quello che non interessa a Jacopo per intenderci
, rappresentato dalla miriade di medie e piccole imprese desiderose di una svolta, magari anche locale, potesse trovare in medio-piccole agenzie e nelle neo menti pensanti (ivi compresi i neocopy) delle opportunità di business costruite attorno alle loro dimensioni, ma senza sacrificio dei sacri crismi della comunicazione.
Non ne sono più così certo.
Osservo quel blog (ne lapido uno per tutti i lapidabili) e scopro che di web ne parla addirittura Andrea Capello (che sia il figlio del mister?), leggo incisi che recitano "The way you think about yourself and talk about yourself creates your self image.", ma non leggo la famosa "You’ll never have a second chance to make the first impression".
Che forse dovremmo avere tutti stampata sul tavolo.
Tutti.
Uomini e copy.


























Andrea Cappello (e non Capello) è a mio parere uno dei blogger più competenti (come la sua agenzia) su motori di ricerca e affini (e non sono ne’ amico ne’ cliente)
E -devo essere sincero- questo post trasuda una certa altezzosità, che nella blogosfera non è una buona politica di marketing. Insomma, la mia prima impressione non è stata positiva. Ma tanto non credo nelle prime impressioni. A rileggerci quindi,
ciao,
gluca
Comment by [mini]marketing — 31 May 2006 @ 23:30