31 May 2006
…aprite un virtual office reloaded
Sulla scia del post messo ieri da Federico, pubblico quanto letto questa mattina sul sito di Ansa; ovvero il boom che stanno avendo le lezioni online offerte da alcune (ovviamente in Italia non c’è mai un effetto positivo globale) università italiane. Leggo che il fenomeno dell’e-learning è ben accolto negli atenei del Nord, Nord Est e ovviamente, piace più agli studenti e meno ai docenti. L’errata distribuzione dei fondi pubblici destinati alle università penalizza le università del Centro e del Sud Italia che, per mancanza di denaro da investire in "modernità", si vedono costretti a non poter offrire la possibilità della formazione a distanza.
In ogni caso è interessante affrontare il fenomeno sulla base di alcuni parallelismi con quanto esposto ieri da Federico; la possibilità di studiare a distanza, da casa, con la sola necessità di avere un computer (circa 500 €) ed una linea adsl (tra i 30 ed i 60 € mese) darebbe a tutti i ragazzi la facoltà di diventare "studenti"; tutti coloro i quali al termine delle scuole superiori, magari per difficoltà economiche, non possono iscriversi all’università avrebbero una agevolazione in più. E visto che siamo il paese dell’Unione Europea con il minor numero di laureati non penso farebbe male rimpinguarne il numero.
Inoltre grazie all’e-learning si darebbe la possibilità agli studenti "fuori sede" di…non essere più tali; risparmiandogli i sacrifici, morali e soprattutto economici, di vivere cinque anni in una città lontana dalla propria terra d’origine. Questo aspetto sarebbe economicamente vantaggioso anche per le università che non sarebbero più costrette ad elargire borse di studio da assegnare ai "fuori sede" per la copertura delle spese di affitti e libri; soldi che potrebbero essere re-investiti in ricerca.
Capisco il pollice verso rivolto alla formazione a distanza da parte dei docenti, in fondo i professori universitari hanno stipendi e privilegi elevati (libri di testo, conferenze, dibattiti) derivanti dalla modalità d’insegnamento canonico però confido nella tecnologia che come un potente caterpillar, dove passa lascia al suo passaggio le migliori innovazioni.


























In tema di e-learning vorrei suggerire anche un’altra riflessione, che come quella che hai citato, getta nello sconforto una categoria: i piani di fromazione interna alle aziende basati su piattaforma Docent (uno per tutti) gestita dall’HRM.
In questo caso, assodato che non vi sono rapporti umani attraverso quali “sfangarsela” ma punteggi automatici, l’innovazione, laddove presente, è stata tacciata di fascismo dai dipendenti obbligati a seguirla (per piano interno).
Questo può suggeririci qualcosa sul background degli attuali quadri?
Comment by Paolo Guaraldi — 1 June 2006 @ 01:10