25 May 2006
“Mio figlio? Farà il notaio”
Ci siamo passati un pò tutti, non neghiamolo; quando da bambini, mentre giocavamo beati, i nostri genitori guardandoci con
aria sognante pronosticavano e speravano per noi un futuro da notaio. Faccio outing, io non rientravo in questo "campione"; infatti i miei avevano già notato che la Legge in generale non rientrava proprio nelle mie priorietà di bambino. Però un buon 90% dei miei conoscenti si è sentito ripetere dai genitori: " All’università ti isriverai a Legge, giusto?". Con quell’aria a metà tra lo speranzoso e l’impositivo. Fortunatamente per la società civile, queste "subdole" manovre dei nostri genitori non sono andate sempre a buon fine e solo in pochi si sono avviati verso la professione di Notaio.
Figura considerata quasi nobile nella società cosidetta occidentale, il notaio almeno per la mia generazione è portatore principalmente di un aspetto fascinoso, ovvero quello economico; diciamocelo, chi tra i nati dopo il 1970 ha intrapreso la carriera per principio, "per tutelare i consumatori", "per aiutare lo Stato a funzionare meglio", "per essere garante della Cosa Pubblica" . Guardiamoci negli occhi e diciamo la verità. Quando incontriamo un notaio, la prima domanda che gli facciamo non riguarda "la giurisdizione vigente nella stipula dei contratti", ma… "quanto guadagni? Molto, vero?".
Agli occhi dell’opinione pubblica quindi il notaio rimane quella figura pubblica che per firmare un "foglio", sicuramente di grande valore legale, guadagna quanto un operaio specializzato guadagna in un mese. Avendo quindi percepito questo scollamento tra loro e l’opinione pubblica, la categoria ha dato l’icarico di sviluppare una campagna pubblicitaria all’agenzia pubblicitaria per antonomasia, la Armando Testa. La campagna dovrà mostrare la categoria come vicina ed attenta verso l’utente e quest’ultimo dovrà percepire il professionista che ha di fronte, non come un semplice Pubblico Ufficiale ma quasi come "uno di famiglia".
Per quanto mi riguarda, considerare "di famiglia" un notaio è quanto di più lontano e remoto possa capitarmi, in ogni modo la campagna per la sua unicità merita curiosità: "le quattro headline ‘Caro notaio, la credevo più caro’, ‘Caro notaio, ci parla lei con mia suocera?’, ‘Caro notaio, io vorrei un figlio’, ‘Caro notaio, mettiamo su casa insieme’, fanno riferimento all’attività quotidiana dei notai, che accompagnano cittadini e imprese in alcune fra le tappe più importanti della vita. La caratteristica propria del notaio, pubblico ufficiale e professionista, che cura l’interesse delle parti in una posizione di imparzialità, è sintetizzata nel payoff “Il notaio: dalla tua parte, sopra le parti”.
A breve vedremo questa campagna; sarà veicolata su tutto il territorio nazionale sui principali quotidiani nazionali e locali, i periodici di informazione, le maggiori emittenti radiofoniche e i più importanti portali web.
"Il notaio: dalla tua parte, sopra le parti", sarà pure dalla mia parte ma io non me ne sono mai accorto…sarà forse per il mio astigmatismo (-0,5), mah!

























