23 May 2006
Ikea ed il suo essere così capillare
Non bastava avere presidi (sotto forma di centri commerciali, 140 in 22 paesi) in quasi ogni stato del globo ora ci mancava
pure una campagna di guerrilla svolta a tappeto nelle maggori città mondiali.
Mr. Ingvar Kamprad di idee diciamo "bizzarre" (a cominciare dalla sua ammissione di aver avuto simpatie naziste) ne ha avute a iosa, questa volta se non lui questo impeto a "conquistare il mondo" si è trasmesso per osmosi al suo ufficio marketing. Ecco quindi che è stata partorita l’idea di una campagna di guerrilla marketing con porzioni o mini riproduzioni (1×2 mt.) di complementi d’arredo disposti nelle vicinanze di fermate d’autobus (come in questo caso a New York) o nei parchi cittadini. C’è da dire che quella qui riportata è una campagna attuata a New York in occasione dello svolgimento, proprio nella Grande Mela, della "Design Week" (19-23 Maggio 2006).
l vantaggi di questa campagna specifica sono essenzialmente due:
1) suscitare attenzione nell’utente che trovandosi una mini camera da letto al posto della "triste" fermata dell’autobus "conosciuta" fino al giorno prima ne sarà piacevolmente sorpreso e quindi propenso a fare un salto da IKEA, "così ironica e simpatica a fare ciò".
2) permette la messa in pratica del try-vertising
Quindi, a parte le personali opinioni sull’IKEA World e più in generale sui centri commerciali, devo dire che questa campagna "is a good ikea"


























anche a Milano, durante il salone del mobile, ikea ha sparso per la città delle maxi riproduzioni di propri pezzi celebri, tipo lo scaffale Gorm alto 6 metri in piazza conciliazione.
Comment by simone — 23 May 2006 @ 10:33