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18 May 2006

Sulla scia di “The Da Vinci Code”

Proprio ieri ho assistito alle dispute che si stanno accendendo in giro per il globo tra il mondo ecclesiastico e la "società DaVinciCodecivile" in merito al film "The Da Vinci Code". La trasposizione cinematografica del best seller di Dan Brown, presentata ieri a Cannes, è però soltanto la punta dell’iceberg della strategia di marketing posta alla base. L’arrivo del cast sulla Croisette per mezzo di un treno speciale partito da Londra e personalizzato con i loghi del film, la costruzione nel villaggio cinematografico di Cannes di una piramide gigantesca con i colori ed anche in questo caso, con il logo.

Per non parlare poi della strategia utilizzata per il lancio del libro; un misto di marketing e passaparola che ha invaso il mondo sfruttando l’atavica teoria "se ne parli bene, se ne parli male, purchè se ne parli". Strano poi il fatto che proprio la Chiesa, così abituata all’utilizzo del marketing (oppure no?), sia caduta in questa sorta di trappola mediatica; ecco quindi rincorrersi su tutte le TV internazionali, nazionali, locali che siano, una pletora di prelati (!?!) che si schierano a favore o contro il film, imbonendo "l’incauto spettatore smarrito" sul prendere per finzione letterario-cinematografica il film, non accorgendosi (anche se mi pare strano) che anche loro sono divenuti, inconsapevolmente, ingranaggi del sistema di promozione e agiscono come leva di marketing per il lancio e la diffusione del "prodotto".

In ogni modo, del "Da Vinci Code" me ne frega decisamente poco; quello che mi piace in questo caso far notare è l’iniziativa di una geniale agenzia pubblicitaria belga, la  Duval Guillaume Brussels (già famosa per recenti campagne di ambient marketing) che per il lancio pubblicitario di alcuni documentari trasmessi dalla TV belga Canvas riguardanti appunto "Il Codice Da Vinci" ha realizzato questa cool ad.

L’idea di questa pubblicità si basa sull’assunto presentato da Dan Brown nel suo libro, riguardo alla presenza nel "Cenacolo", il dipinto realizzato dallo stesso Leonardo, di Maria Maddalena come "amante" di Gesù Cristo.

 

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Davvero interessante il tuo articolo: anche io stavo pensando qualche giorno fa qualcosa di simile.

In effetti al di la che se ne sia parlato bene o male, sia del libro che del film, alla fine se n’e’ parlato.
E sicuramente le critiche invece che fungere da deterrente hanno avuto il ruolo di amplificatore.

Il libro l’ho letto tempo fa, mentre il film lo andro’ a vedere comunque (proprio per vedere come hanno trasposto visivamente il racconto).

Alla fine dei conti personalmente sono rimasto affascinato da alcuni elementi del racconto mentre altri mi hannno convinto meno.
Uno degli elementi che secondo mke ha garantito al film la fama ed il clamore attuali è sicuramente il fatto di legarsi al nome di un personaggio come Leonardo Da Vinci.
Anche il solo citare il nome di questo personaggio evoca tutta una serie di contenuti, dalla scienza, alla pittura, alle invenzioni, agli enigmi che penso siano in grado di attrare e affascinare la maggior parte dei lettori/spettatori.
Al personaggio ed alle opere di Leonardo Da Viunci ho dedicato un blog, fateci un salto e partecipate alle discussioni! Ecco l’indirizzo: http://blogdavinci.blogspot.com/

Comment by Andrea — 19 May 2006 @ 15:53

[...] Mi sbaglio oppure la strategia di marketing per il lancio di questo film inizia ad essere un pò troppo omnicomprensiva?. Ora addirittura le voci. Ma chissenefrega della voce di Leonardo. Era un genio, mi basta questo. Mettiamo il caso che avesse la voce flebile oppure l’enfisema; ci crolla il mito dell’unico uomo che ha rivoluzionato veramente il mondo. [...]

Pingback by Marketing Routes » Blog Archive » Ma mi faccia il piacere! — 22 May 2006 @ 17:03

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