17 May 2006
Analisi SWOT: e se non avesse ragione lei?
Molti di voi sanno esattamente cosa sia l’analisi SWOT e quanto questa sia uno strumento essenziale nello sviluppo di una
strategia e del panorama operativo in cui questa si integra.
Per quelli tra voi che invece ignorano cosa sia, provo a spiegarlo: per analisi SWOT si intende comunemente quello strumento utilizzato per valutare punti di forza (Strenght), punti deboli (Weakness), opportunità (Opportunity) e minacce (Threat) di un progetto. I primi 2 sono interni all’azienda, mentre le opportunità e le minacce provengono eventualmente dall’ambiente esterno.
Una volta che l’analisi SWOT è stata strutturata, l’azienda ha una veduta d’insieme piuttosto completa ed affidabile dello sviluppo di un determinato progetto.
Leggo sul blog Organizations and Markets che, stando a quanto rilevato dal professor Richard Makadok della Emory University, l’analisi SWOT sembra essere valida fino ad un certo punto:
"The problem, Makadok explains, is that the relationship between the two drivers of profitability is presented as additive. Thus, in order to earn a high profit, a firm should seek attractive markets and position the firm to have a competitive advantage. However, this "advice is simple, intuitive and wrong" (p.9), because there is an inherent tension between "seeking attractive markets" (thereby advocating a collusion-based approach) and "position to gain competitive advantage" (which implies beating or dominating rivals). In fact, Makadok argues using a simple duopoly model, that the two profitability drivers are likely sub-additive rather than additive."
Il paper completo lo trovate qui.

























