16 May 2006
Comunicazione via e-mail: il fraintendimento è dietro l’angolo
La comunicazione fa parte del nostro quotidiano vivere, ricorriamo ad essa in mille modi e situazioni per interagire con l’ambiente che ci circonda e in cui ci integriamo. La consideriamo quasi una cosa scontata, ovvia, quasi inutile perderci del tempo su. Quanti di noi giornalmente si pongono la domanda: La mia controparte ha davvero compreso ciò che intendevo?
Tutti o quasi siamo convinti di lasciar poco al dubbio nel nostro modo di esprimerci. Siamo certi di venire capiti esattamente per quello che intendevamo trasmettere.
Già il fatto che ognuno di noi può proporre una sua "interpretazione" di cosa significhi comunicare, dovrebbe farci riflettere sul fatto che ciò che vogliamo dire, le codifiche comunicative che utilizziamo, sono soggette ad essere fraintese molto più comunemente di quanto saremmo portati a pensare. Vi propongo di seguito due definizioni che ho ‘rintracciato’ in rete sul termine comunicazione:
- La comunicazione è tutto ciò che l’uomo adopera per attraversare il tempo e lo spazio: in una parola, il mezzo (in latino medium, utilizzato più frequentemente nella voce plurale, media).
- La comunicazione può definirsi come la modalità attraverso cui si instaurano, si strutturano, si sviluppano le relazioni sociali e si afferma il “se” nel mondo come attore individuale e/o collettivi. La comunicazione si inserisce all’interno di un contesto culturale di riferimento in cui un emittente, trasmettendo un contenuto tramite un canale ed un codice condivisi col ricevente, può ricevere dal destinatario un feedback comunicativo.
Non segnalo queste 2 definizioni in quanto particolarmente attendibili o rilevanti, ma piuttosto perchè si prestano allo scopo: sono infatti diverse. Eppure tentano di spiegare e definire lo stesso concetto.
Il fraintendimento è magari meno probabile quando due o più persone hanno la possibilità di interagire integrando a sostegno elementi come il tono della voce, espressioni o gesti del corpo, utili a trasmettere ciò che vogliamo davvero dire.
Ma quando ‘giochiamo’ su altri campi il discorso si fa più complicato.
Nello specifico analizziamo l’email, cui tutti noi ricorriamo ogni giorno, anche perchè l’email, in quanto mezzo di comunicazione altamente diffuso, è stato l’oggetto di un nuovo interessante studio americano.
Perchè è facile non capirsi in una comunicazione via email? Tre le principali ragioni:
- perchè non intervengono il tono della voce o le espressioni facciali.
- perchè intendendo l’email come mezzo di comunicazione istantaneo, tendiamo a pensare e a scrivere molto velocemente, in modo poco attento.
- perchè i messaggi via email tendono ad essere brevi e concisi
In sostanza le conclusioni cui giunge questa ricerca americana sono che:
- il mittente di un’email tende a sovrastimare la propria capacità comunicativa
- il destinatario del messaggio tende a sovrastimare la propria abilità di decodifica.
Questo accade perchè le persone in generale pensano che il modo di percepire gli stimoli sia uguale per chiunque. Inoltre l’email di per sè non consente di interpretare la sfera emotiva altrui, proprio perchè alcuni elementi determinanti sono mancanti (tono di voce, mimica facciale etc…).
Come evitare di essere fraintesi? La soluzione ce la offre Nicholas Epley, uno dei ricercatori che ha condotto la ricerca:
"To avoid miscommunication, e-mailers need to look at what they write from the recipient’s perspective. One strategy: Read it aloud in the opposite way you intend, whether serious or sarcastic. If it makes sense either way, revise. Or, don’t rely so heavily on e-mail. Because e-mails can be ambiguous, "criticism, subtle intentions, emotions are better carried over the phone".

A giudicare dai risultati, talvolta meglio usare il telefono.

























