14 May 2006
Le faremo sapere
Non amo i formalismi, o meglio non amo i luoghi comuni dettati dalla "moderna" società civile (!?!). Senza elencare cosa non
amo di questo mondo parlando a 360°, vorrei concentrarmi sul mondo del lavoro, in senso generale e non solo riguardante il nostro "ambito" di pertinenza.
Mi voglio soffermare sulla mala abitudine, ovviamente tutta italiana, delle aziende di non rispondere alle richieste di lavoro ricevute. Ripeto che purtoppo è un trend solamente italico, in quanto in tutti i Paesi del mondo che si fregiano dell’epiteto "civile" è buona norma rispondere ad una richiesta di informazioni/assunzione. Dico questo perchè questa è una di quelle avventure che tutta la mia generazione ha dovuto, per forza maggiore, subire. Si fa un gran parlare di comunicazione, di corporate communication, di branding, ma poi le aziende si perdono in una semplice missiva non inviata per "scusarsi con l’interessato e ringraziarlo comunque per l’interesse dimostrato".
Il quadro è questo: il 90% delle aziende non risponde, il 7% risponde "ringraziando per l’interesse, ma ora…", il 3% richiama per un colloquio telefonico. Per non portare il ricorrente esempio degli USA ( dove ogni curriculum riceve una risposta, ed in caso di interesse per il candidato, questo viene invitato ad incontrare direttamente il responsabile per una quasi certa assunzione) voglio portare l’esempio dell’Inghilterra, una realtà a sole due ore e mezza di volo da noi ma così diversa nel rapporto azienda/candidato lavoratore.
Oltremanica il modus operandi è molto simile a quella statunitense e posso affermare che questa situazione non provoca negli "utenti" quel senso di frustazione che in Italia è comune a tutti gli aspiranti impiegati. A mio avviso basterebbe rispondere alle domande di impiego ricevute e, cosa più importante, specificare il motivo della inadeguatezza del candidato ad uno specifico ruolo. Mi voglio infatti fare portavoce di un cambiamento nelle politiche di comunicazione applicate alle Risorse Umane del quale ho tratto spunto proprio da una similare politica statunitense.
Mi piacerebbe che le aziende rispondessero ai candidati ritenuti non idonei specificando le motivazioni specifiche che hanno portato a questo "rifiuto". Intendo però non una semplice lettera come quella a cui siamo abituati in Italia, ma una sorta di profilo psicologico dove vengono messi in luce pregi e difetti riscontrati. In questo caso si darebbe la possibilità al candidato di "migliorare" gli aspetti ritenuti non idonei alla professione. Nello specifico intendo una cosa del genere: "ha dimostrato una forte alterazione emotiva", oppure "ha uno stile non consono alla professione", "dimostra difficoltà nell’esposizione" etc etc. Ben vengano, secondo me, cose del genere che, anche se non propriamente politically correct, possano però essere d’aiuto.
Ci saranno sicuramente "quelli" che se la prenderanno perchè sentitesi sotto osservazione; ma uno che fa il suscettibile in una situazione del genere dimostra anche poca intelligenza. Bisognerrebe altresì inquadrare questa politica in una legislazione che aumenti il valore di questa "lettera" e tuteli le aziende dai possibili ricorsi di candidati scartati che sentitesi "lesi" possano presentare querele.
In fondo il colloquio è un esame dove veniamo giudicati; dalle scuole elementari siamo stati abituati a ricevere un giudizio finale che doveva aiutarci a migliorare, perchè non riproporlo nell’attività lavorativa?


























Purtroppo dubito che in Italia sia possibile una cosa così, anche sarebbe veramente ottimo ricevere dalle aziende il proprio “profilo psicologico”.
In Italia in molti presenterebbero querela, e se si volesse fare una legge per tutelare le aziende probabilmente non verrebbe mai approvata a causa dei molti scioperi che sicuramente verrebbero fatti.
Probabilmente tra 20-30 anni si potrà iniziare a ragionare sul modello inglese o americano che proponi, ma ora sicuramente no.
In Italia siamo indietro in molte cose, purtroppo (o, a volte, perfortuna?!?).
Comment by Lukas — 14 May 2006 @ 21:39