13 April 2006
Search Engine Marketing: motori di ricerca e comportamento degli utenti
E’ uscito un nuovo studio, realizzato da Jupiter Research, sul comportamento dei navigatori internet e sul loro utilizzo dei motori di ricerca. Secondo questo studio, il 41% degli utenti che non trova risultati soddisfacenti continua la sua ricerca. L’88% dei navigatori che non trovano affatto quello che stanno cercando, cambiano il motore di ricerca o il termine utilizzato. Queste due percentuali erano rispettivamente del 28% e del 78% nel 2002. Gli utenti sono divenuti più tenaci nella ricerca, e continunano l’attività di search anche se non riscono a trovare il risultato sperato in prima battuta.
Lo studio di Jupiter Research inoltre mette in evidenza un altro dato importante, ossia la fidelizzazione degli utenti rispetto al motore di ricerca che usano. L’82% degli utenti infatti continua ad utilizzare lo stesso motore sebbene la prima ricerca non abbia dato l’esito sperato e affinano la query aggiungendo ulteriori keyword. Nel 2002 questa percentuale di fidelizzazione era solo del 62%.
Inoltre gli utenti sono divenuti più abili nella loro ricerca rispetto a quanto invece non accadeva nel passato, ed avendo compreso il limite del sistema lessicale, utilizzano diverse keyword all’interno della loro query al motore.
Per quanto riguarda l’aspetto del branding, il 36% dei navigatori ritiene, ingenuamente, che le società che appaiono al top dei risultati organici, siano leader del loro settore, mentre il 39% non ha espresso un’opinione in merito. Solo il 25% ha detto che il posizionamento non è correlato alla brand o market leadership.
Infine come ultimo dato rilevante emerso grazie allo studio di Jupiter, il 90% dei navigatori internet clicca su almeno un risultato nelle prime 3 pagine di ricerca, mentre un 62% lo fa solo sulla prima pagina di risultati.
Mi pare chiaro che un’attività di search engine marketing e search engine optimization sia la chiave di volta per essere trovati, ma ahimè questo ha un costo che non tutte le aziende possono permettersi, ma soprattuto evitate il fai da te che, come in tutte le cose, non porta grandi risultati, e smettete di pensare che il SEO sia un’arrività alla portata di tutti, perchè vedrete solo disattese e deluse le vostre aspettative. Ahimè è passata da un pezzo l’era dei meta tag.


























[...] Infine emerge un’interessante contrapposizione: quella tra blog e motori di ricerca, nel senso che mentre motori come Google possono dare un’enorme visibilità sia a livello di risultati organici, sia a livello di pay per click advertising ( mi viene in mente una ricerca di search engine marketing proprio di Jupiter Research di pochi giorni fa, in cui emergeva come una grossa fetta di navigatori ritiene leader di un settore, quelle aziende che compaiono ai primi posti nei motori di ricerca), per capovolgere il tutto, e quindi danneggiare una o più aziende, basta l’attività di qualche influente blogger che diffonda la voce e che parli alle masse. [...]
Pingback by Marketing Routes » Blog Archive » Il potere e l’influenza dei blogger: aziende, ignorate i blog a vostro rischio e pericolo — 19 April 2006 @ 14:47